LA LOBBY ENEL ALLA CAMERA. Bene ha fatto il sottosegretario Gentile a invitare i deputati della maggioranza a ritirare gli emendamenti al ddl Concorrenza che diversamente, allungando ulteriormente i tempi, rischiano di vanificare ogni politica della concorrenza in questa legislatura. Il Senato non aveva riaperto la discussione su questo tormentato provvedimento e aveva votato la questione di fiducia posta dal governo, pur essendo diffusa la consapevolezza che in taluni punti, specialmente sul superamento del servizio di maggior tutela nel settore elettrico, il ddl era e resta bisognoso di non trascurabili miglioramenti.

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  • Banche, la sfida all’Ue

    Intesa Sanpaolo offre un euro per le due aziende bancarie, alleggerite dai crediti deteriorati e a patto di conservare i propri requisiti patrimoniali e confermare i dividendi. Per realizzare queste condizioni, a Intesa servono – mal contati – 3 miliardi per ristrutturare le venete e 3 per evitare impatti sul patrimonio. Inoltre, Intesa non dovrebbe rimborsare i 7 miliardi di obbligazioni con garanzia statale, emesse dalle due venete per contrastare il crollo della raccolta. L’intervista di Massimo Mucchetti su Repubblica.

  • Banche, siamo seri

    Una Commissione di inchiesta, che chiude entro la fine della legislatura, non può che focalizzare l’oggetto della propria indagine, altrimenti non approderà a nulla di serio. D’altra parte, una tale Commissione non può avere lo scopo di ridiscutere le scelte del legislatore ma quello di fare luce sull’azione di governo, Banca d’Italia, Bce e Consob sui casi più controversi. L’intervista di Massimo Mucchetti al Corriere della Sera.

  • Il ritorno dello Stato azionista

    Un convegno come questo, dedicato allo Stato azionista, vent’anni fa sarebbe stato bollato dalla cultura riformista, alla quale anch’io mi sono ispirato e mi ispiro, come un imperdonabile cedimento alla nostalgia delle Partecipazioni statali e dei loro boiardi. Oggi, una simile censura preventiva suonerebbe come un pregiudizio.

  • Le industrie sbagliate

    Ormai da diversi anni, quando deve redigere la legge di bilancio e i documenti di finanza pubblica, al ministro dell’Economia in carica tocca rispondere a un quesito quasi automatico: «Quanti soldi incasseremo dalle privatizzazioni?». Il rebus viene risolto in genere sovrastimando le entrate che, nei mesi successivi, arriveranno effettivamente dai pacchetti azionari delle aziende pubbliche messe davvero in vendita. Riproponiamo, su autorizzazione dell’autore, l’articolo di Luca Piana, uscito sull’ultimo numero dell’Espresso.

  • L’autogol di Maria Elena

    Caro direttore, con l’intervista al “Foglio”, Matteo Renzi ha sprecato un’occasione. All’ex premier sarebbe bastata metà dello spazio per sostenere Maria Elena Boschi, se avesse avuto buoni argomenti. Con l’altra metà, avrebbe potuto spiegare come mai Banca Etruria sia fallita in quel modo, quali siano stati gli errori nostri e dell’Europa, chi e come non abbia capito per tempo i disastri del bail in. Renzi, invece, l’ha girata sul personale: de Bortoli ce l’ha con lui, fa marketing per il suo libro, e tanto dovrebbe spiegare tutto. Piccole, usurate astuzie da politico d’antan. Che aggravano la situazione. L’intervento di Massimo Mucchetti sul Foglio.

  • Stato azionista e nomine

    La risoluzione che la Commissione Industria propone oggi all’assemblea del Senato riguarda le modalità con le quali lo Stato esercita il suo ruolo di azionista nelle grandi imprese delle quali detiene il controllo di diritto o di fatto. Questa risoluzione, votata all’unanimità dalla Commissione con il parere favorevole del governo, ha concluso un affare assegnato nel corso del quale sono stati analizzati i risultati di Eni, Enel, Leonardo, Terna e Poste Italiane, i cui vertici erano in scadenza. Abbiamo anche studiato Fincantieri, impegnata nell’acquisizione degli Chantiers de l’Atlantique. L’intervento in aula al Senato di Massimo Mucchetti sulla risoluzione della Commissione Industria sulle partecipate.

  • Renzi non fare il furbo

    Signor Segretario del Pd. Leggo che consideri un errore la modifica alla regolazione del teleselling introdotta nel disegno di legge sulla Concorrenza dal Senato. Sento il dovere di fare alcune osservazioni alle quali mi auguro tu risponda. La lettera aperta di Massimo Mucchetti a Matteo Renzi. 

  • Appello alla Camera

    Ho ascoltato con vivo interesse la ricostruzione della lunga gestazione di questo ddl e dei risultati raggiunti fatta dei relatori, Luigi Marino e Salvatore Tomaselli, due autentici Cirenei. Pur nella distanza politica, spunti interessanti sono venuti anche dai senatori dell’opposizione in aula e in Commissione: dalla vicepresidente Pelino ai senatori Castaldi, Girotto e Consiglio. Ma veniamo alla politica. L’intervento in Aula a palazzo Madama di Massimo Mucchetti in discussione generale sul Ddl Concorrenza.

  • Concorrenza e doppia fiducia

    L’Italia sta correndo il rischio di chiudere questa legislatura senza aver varato alcuna politica della concorrenza. Temo – ma spero ardentemente di essere smentito dai fatti – per il disegno di alcuni deputati del Pd di fare terra bruciata attorno al ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che ha perso il favore dell’ex premier da quando si disse contrario all’anticipo delle elezioni.

  • Banche, inchiesta e testimoni

    La Commissione d’inchiesta sulle banche, sia pur con ritardo, è destinata a prender le mosse in questa legislatura avendo effettivamente poco tempo davanti a sé. Se non vuole diventare una semplice palestra per opposte demagogie, la Commissione ha tutto l’interesse a delimitare il campo della propria analisi allo scopo di giungere a conclusioni che possano essere utili. L’intervento in Aula al Senato di Massimo Mucchetti sui disegni di legge per la costituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare sul sistema bancario e finanziario