LE NAVI, LA FRANCIA, LA UE E NOI. Ieri sera l'amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, è stato ascoltato dalla Commissione Industria del Senato nel quadro dell'indagine sui risultati delle società controllate dallo Stato in vista delle nomine. Nell'occasione, Bono ha fatto il punto sui negoziati per l'acquisizione del controllo di STX France, che controlla i Chantiers de l'Atlantique: " Siamo ormai in stallo", ha detto. E' una situazione inaccettabile. Che può essere superata solo con un ulteriore impegno del Governo italiano sia nei rapporti con quello francese, che detiene un terzo del capitale dei Chantiers, e dunque la minoranza di blocco, sia verso la Commissione UE. L'Italia ha aperto le porte agli investimenti delle imprese francesi. Anche troppo. Va detto senza mezzi termini che l'azionista pubblico francese non può impedire in modo obliquo al concorrente italiano di acquisire la maggioranza dell'azienda di Saint Nazaire da una società coreana in fallimento.

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  • Augusto, Matteo e Antigone

    Il caso Minzolini sta facendo emergere i cattivi umori di quella sinistra che si rifiuta di discutere le ragioni di chi, da sinistra, non ha votato la decadenza del senatore di Forza Italia. Intendiamoci, la parte più rilevante di questo lato dello schieramento politico, pur approvando la decadenza di Augusto Minzolini, dialoga con chi la pensa diversamente. Ma un’altra parte reagisce offendendo attraverso mail grondanti odio, non di rado anonime.

  • Le nomine e l’intruso

    Sulle nomine grava l’ombra dell’ex premier ora segretario dimissionario del Pd, che avrebbe visto in segreto membri del governo per esprime le sue preferenze. Cosi Massimo Mucchetti, in un’intervista a Repubblica, interviene sul recente giro di nomine che ha coinvolto le società partecipate dallo Stato. 

  • In memoria di Renato Borsoni

    Alle sette e mezza della sera è arrivata, Marisa. I riccioli bianchi, la sedia a rotelle, i nipoti a far corona con dolcezza. Bei ragazzi, mori, alti. Lei, con un sorriso divenuto regale, quasi stupita di ritrovarsi nel teatro, che fu la seconda casa della sua famiglia, proprio adesso, a 92 anni, per salutare Renato, steso nella bara, posta sul lato sinistro del palcoscenico della Loggetta (io la chiamo ancora così).

  • Perché Orlando, Perché Pisapia

    Penso che il centro sinistra abbia bisogno di un federatore un po’ super partes . Tra quanti finora sono emersi mi pare che il più credibile sia Giuliano Pisapia: da sindaco di Milano ha dimostrato che esiste una sinistra civica di governo. Penso di sostenerlo restando nel Pd. Massimo Mucchetti intervistato dal Corriere della sera, edizione di Brescia.

  • Salvare il Pd dal suo segretario

    Non ha seguito Pierliugi Bersani, che pure l’ha coinvolto nell’avventura del Pd, nella sua scissione (e in questa chiacchierata ci spiega lungamente perché). Ha deciso di rimanere nei ranghi dei Dem e di condurre una battaglia dall’interno a Matteo Renzi e al suo modo di guidare il partito, dichiarando il suo sostegno allo sfidante, Andrea Orlando. Alessandro De Angelis intervista Massimo Mucchetti su Huffington Post. 

  • Con Orlando e Pisapia

    Condividiamo parte delle motivazioni che hanno indotto un certo numero di colleghi a lasciare il gruppo del Pd del Senato e a costituire una nuova formazione. Non amiamo le scissioni e crediamo che la sinistra abbia bisogno di partiti larghi, plurali e aperti, perché questa è la domanda che viene da quegli strati sociali che intendiamo rappresentare e, in particolare, dai soggetti più vulnerabili. Se questo non è più possibile oggi, molte sono le cause e le responsabilità.

  • Le banche e le sofferenze

    Questo decreto-legge segna una forte inversione di tendenza rispetto alla linea delle privatizzazioni «senza se e senza ma» che ha contraddistinto l’azione di governo negli gli ultimi vent’anni. Torna lo Stato banchiere sulle ceneri dei fallimenti del mercato e di alcune banche private o privatizzate. Così Massimo Mucchetti, intervenendo in aula a palazzo Madama durante la discussione generale sul decreto-legge “salva banche”.

  • Ilva, produrre per occupare

    La tutela dell’occupazione all’Ilva passa per una proposta industriale che sia in grado di farla produrre a pieno regime con un impatto ambientale sostenibile. E’ l’indicazione, raccolta dall’Adnkronos, che arriva dal presidente della commissione industria del Senato Massimo Mucchetti, dopo la comunicazione da parte dell’azienda della decisione di mettere in cassa integrazione straordinaria quasi 5000 dipendenti.

  • Banche, torna lo Stato azionista

    Il decreto-legge su MPS è unn provvedimento assai rilevante, che segna una svolta sia per le risorse stanziate sia per il significato che il ritorno dello Stato nazionalizzatore potrà avere nella storia dell’economia italiana. Così si legge nella relazione al decreto che Massimo Mucchetti ha illustrato alla commissione Industria di Palazzo Madama.

     

  • Il Pd, Salvati e i chierici vaganti

    Michele Salvati è stato il primo sostenitore della fusione tra il Pds, di cui era stato deputato, e la Margherita. L’idea del Pd come partito a vocazione maggioritaria gli appartiene. Se ora, nell’ultimo articolo sul “Corriere” (“Una coalizione riformista contro i populismi”, 4 gennaio 2017), intona il “de profundis” di quella sua, ambiziosissima idea, Salvati merita un ascolto particolare.  L’intervento di Massimo Mucchetti su Huffington Post.