RENZI, CALENDA E IL COMPLESSO DI CRONO. Nella mitologia greca, il titano Crono evira il padre Urano e divora i propri figli. Gli avevano detto che uno di questi l'avrebbe spodestato. Ma la moglie Rea gli nasconde l'ultimo nato e, al suo posto, gli offre una pietra, che Crono ingoia senza accorgersene. Il bimbo è Zeus, cresce e sconfigge l'atroce padre. Di questi tempi, l'Italia si ritrova con un Matteo Renzi che, da capo del governo, aveva attribuito sempre più elevate responsabilità a Carlo Calenda e poi, da candidato alla segreteria del Pd, trasforma quest'uomo in un traditore della causa attraverso la diffusione di indiscrezioni sulla stampa e il costante contrasto delle iniziative del ministero dello Sviluppo economico,di cui Calenda e' titolare.

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Bolloré e la rete Telecom


La reazione di Renzi alla scalata di Bolloré in Telecom è stata di soddisfazione: “è la fine del capitalismo di relazione”. Analisi non condivisa da Massimo Mucchetti, presidente della commissione industria del Senato, che in questa intervista a Milano Finanza , dà la sua versione di quanto è accaduto e ricorda che il Senato aveva chiesto all’unanimità una soglia d’opa al 15%, con la quale tutta questa storia sarebbe andata probabilmente in un altro modo.

In prima battuta Matteo Renzi si è detto soddisfatto delle novità Telecom: è finito il capitalismo di relazione. Condivide?

Il premier scopre la verità di Telecom in ritardo: la resa della finanza Italiana era già avvenuta nell’autunno 2013 quando Mediobanca, Generali e Intesa si dissero pronta vendere a Telefonica , che non fu in grado di approfittarne. Bolloré ha fatto goal a porta vuota. In ogni caso, va detto che Telecom è finita nelle mani del capitalismo di relazione francese, i cui esponenti hanno studiato tutti nelle stesse scuole, si conoscono e si sostengono l’un l’altro, prefetti di polizia o top manager che siano. D’altra parte, i gruppi finanziari francesi sono per lo più intrecciati fra loro.

Vuol dire che la musica non è cambiata?

Insomma, Bolloré è entrato in Italia con Mediobanca, prima al seguito di Maranghi, poi in alleanza con Cesare Geronzi e infine, ai tempi di Nagel, come socio di riferimento in piazzetta Cuccia. Bolloré ha il 15% di Vivendi , che ha il 24,9% di Telecom. Luigi Einaudi avrebbe detto che, grazie alla piramide societaria, comanda con i soldi degli stolti. Mi limito a dire, con Louis Brandeis, che comanda con i soldi degli altri. Come si è sempre fatto nel cosiddetto capitalismo di relazione.

Il contrario del capitalismo di relazione sono le public company, che in Italia non funzionano.

Il capitalismo italiano non segue il modello anglosassone. Non è detto che sia male.

La public company prima o poi viene scalata.

Appunto, e infatti sarebbe stato meglio abbassare la soglia dell’opa al 15%, come aveva chiesto il Senato, ma l’allora premier Enrico Letta e il neo segretario del Pd Renzi fecero orecchie da mercante.

Renzi disse allora e ripete oggi: decida il mercato gli assetti di controllo, l’importante è che si facciano gli investimenti.

In questo uguale a Letta. Ma con il governo sull’Aventino chi ci dice se ci sono gli investimenti? Magari sarebbe meglio partire dai conti per evitare di scoprire i disastri quando è tardi. Telecom ha 27 miliardi di debiti finanziari al netto della liquidità (onerosa) che deve tenere a garanzia e realizza 7 miliardi di ebitda. L’ultimo Bernabé aveva portato il rapporto debt/Ebitda nettamente sotto le 3 volte, siamo tornati a 4 dopo aver venduto le torri e l’Argentina. E pensare che Mediobanca si lamentava di Bernabé…. Come può ora il governo credere che un soggetto così debole svaluti la rete in rame e faccia gli investimenti sulla banda larga non su pochi centri ricchi ma su grande scala?