LA LOBBY ENEL ALLA CAMERA. Bene ha fatto il sottosegretario Gentile a invitare i deputati della maggioranza a ritirare gli emendamenti al ddl Concorrenza che diversamente, allungando ulteriormente i tempi, rischiano di vanificare ogni politica della concorrenza in questa legislatura. Il Senato non aveva riaperto la discussione su questo tormentato provvedimento e aveva votato la questione di fiducia posta dal governo, pur essendo diffusa la consapevolezza che in taluni punti, specialmente sul superamento del servizio di maggior tutela nel settore elettrico, il ddl era e resta bisognoso di non trascurabili miglioramenti.

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Cipro e le vie del gas


Qualche mese fa, il vice presidente Usa, Joe Biden ha compiuto una missione diplomatica apparentemente di poco rilievo, ma che al contrario, forse rappresenta la cifra dei tentativi europei ed americani di staccarsi dalla morsa mortale russa in campo energetico, come si vede anche in occasione dell’ultimo braccio di ferro in corso a Bruxelles per le forniture del gas ucraino.

Il rappresentante americano è volato a Nicosia ad incontrare i vertici politici ed economici ciprioti, ufficialmente per affrontare la spinosa questione della riunificazione dell’isola, divisa dalla millenaria rivalità turco-greca in due repubbliche. Ma sul tavolo, Biden ha discusso a lungo con il presidente cipriota Nicos Anastasiades delle riserve di gas presenti a largo dell’isola, affermando che: “Cipro è posizionata ormai per divenire un attore energetico cruciale, trasformando il Mediterraneo orientale in un nuovo hub globale per il gas“. Di cosa sta parlando in particolare il numero due della Casa Bianca? Si riferisce alle promettenti riserve di gas che si trovano a largo delle coste cipriote e israeliane, Tamar, Leviatano e Afrodite – nomi dal sapore biblico – e all’ambizioso progetto di collegarle direttamente alla rete del gas europeo, attraveso il gasdotto Igi-Poseidon o il Tap, utilizzando Cipro come punto di emersione. Uno scenario di interesse anche per l’Italia.

Riserve di gas naturale di Tamar, Leviatano e Afrodite (Al largo delle coste di Israele e Cipro)

Paesi principali coinvolti: Israele, Cipro (Repubblica di Cipro, non la Repubblica Turca di Cipro Nord), Turchia, Libano, Egitto.

Società principali coinvolte: Noble Energy, Delek (per i giacimenti nella ZEE israliana di Tamar e Leviathan e nel giacimento Afrodite, blocco 12, nella ZEE cipriota), Eni, Kogas, Total ( blocchi 8, 9, 10 e 13, nel giacimento Afrodite nella ZEE cipriota)

Il giacimento di Tamar

TamarIl giacimento di Tamar è stato scoperto nel 2009 dalla Noble Energy, società americana che opera nel golfo del Messico, e attualmente è la sua scoperta più grande. Secondo gli studi della Noble il giacimento contiene riserve pari a 10 trilioni di piedi cubici. Il giacimento ha cominciato la sua produzione nell’aprile 2013.

Il giacimento è localizzato nel bacino levantino del mediterraneo orientale. La struttura si estende per 250 chilometri quadrati mentre i pozzi sono localizzati ad una profondità di 5500 metri. Le stime precedenti al drilling davano una capacità di 3,1 trilioni di piedi cubici, ma successivamente, nel febbraio 2009, con i primi test di flusso, le stime sono state portate a 5 trilioni di piedi cubici, ma in seguito alla scoperta del secondo pozzo, Tamar 2, la capacità è stata ulteriormente innalzata a 6,3 trilioni di piedi cubici. Con l’avvio della produzione nel 2013, si è potuto stabilire una capacità produttiva pari a 10 trilioni di piedi cubici, ovvero 400 miliardi di metri cubici, sempre secondo Noble Energy. In totale i pozzi attualmente operativi sono cinque, collegati direttamente – attraverso delle flowline di 150 km – alla piattaforma di Tamar. La capacità produttiva giornaliera di gas si attesta attorno ad 1,2 miliardi di piedi cubici.

Tamar 2Ognuno dei cinque pozzi ha una capacita di flusso di 250 milioni di piedi cubici al giorno. La prima lettera d’intenti risale al 2009, un accordo tra la Noble e la società elettrica privata israeliana Dalia Power Energies per il rifornimento di gas alla centrale di Tzafit per 17 anni. La seconda lettera invece riguarda un contratto con la Israel Electric Corporation per l’acquisto di 95 miliardi di piedi cubici di gas all’anno per 15 anni. Nel marzo 2013 Gazprom ha siglato un accordo d’intesa trattativa non vincolante con la Levant LNG Marketing Corporation che darebbe alla compagnia russa il diritto di trasportare gas Lng per 20 anni a partire dal 2017. Secondo l’accordo Gazprom potrebbe trasportare circa 1/3 delle riserve di Tamar.

Tamar 3Ai primi di maggio 2014, è stata siglata una lettera d’intenti non vincolante tra i partner del giacimento di Tamar e la Union Fenosa Gas (Ufg), controllata al 50% da Eni, per la distribuzione di gas dal giacimento di Tamar destinato alle infrastrutture Lng egiziane, in particolare lo stabilimento di Damietta. Il ministro del petrolio egiziano ha pero ribadito in un comunicato stampa che non ci sarà nessun accordo senza un preciso via libera dal governo del Cairo. L’Eni è, invece, presente nel giacimento Afrodite – una joint venture con la coreana Kogas che ha il 20% il resto la società italiana – a partire dal 2013, dopo aver siglato una serie di accordi con il Ministro del commercio cipriota (blocchi 2,3 e 9) che sono adiacenti al blocco 12 del giacimento Tamar scoperto dalla Noble Energy.

Il giacimento Afrodite

Il giacimento Afrodite è un pò più piccolo secondo le stime della Noble e della israeliana Delek che lo hanno scoperto, si stima potrebbe contenere tra i 5 e gli 8 trilioni di piedi cubici di gas, ma sono solo stime. Attualmente sono operativi due pozzi, ma la produzione non è ancora cominciata e ancora non è stato stimato quando potrebbe esserlo. Insomma si tratta del giacimento nello stato meno avanzato, rispetto a Tamar e a Leviatano.

Il giacimento Leviatano

Il giacimento Leviatano a differenza di Tamar è, secondo i tecnici della Noble, quello più grande all’interno della Zee israeliana sino ad ora scoperto. Secondo lo Us Geological Survey, il giacimento potrebbe contenere 1,7 milardi di barili di petrolio e 122 trilioni di piedi cubici di gas. Le operazioni di drilling sul pozzo Leviathan 1 sono cominciate nel 2010 e si pensa che la produzione potrà cominciare nel 2017. Il pozzo 1 è molto profondo infatti nel 2012 il drilling è stato interrotto avendo raggiunto una profondità di quasi 7 mila metri. A partire dal 2011 è stato avviato il drilling degli altre due pozzi, in totale i pozzi sono 3.

Gli scenari

AfroditeLo stato di avanzamento dell’esplorazione e produzione di gas sul versante cipriota è sostanzialmente legata all’evoluzione del quadrante geopolitico, in particolare i rapporti tra Cipro, Libano, Israele e la Turchia. Sin dall’inizio delle esplorazioni su Tamar e Afrodite, la Turchia, in particolare, ha minacciato numerose volte azioni navali militari in difesa dei propri diritti. Stesso discorso vale per Israele, la Turchia minaccia gli interessi sulla zona economica esclusiva di Tel Aviv a partire dal 2010, quando le relazioni tra i due Paesi si sono fatte più tese. Ma Cipro non intende mollare, solo ieri il ministro dell’energia dell’isola, George Lakkatrypis, ha dichiarato in un intervista che la zona economica esclusiva sotto controllo cipriota potrebbe contenere quasi 6 trilioni di piedi cubici di gas. Lo stesso ministro ha paventato la possibilità che il gas cipriota, potrebbe soddisfare la domanda europea come alternativa al gas russo. Per il ministro la priorità resta costruire sull’isola un impianto Lng che faccia da hub per il trasporto del gas.

PoseidonSulla stessa linea i greci, che, lo scorso marzo, hanno lanciato l’iniziativa di collegare le riserve del giacimento israeliano Leviatano in Europa, attraverso l’utilizzo del gasdotto IGI-Poseidon, gestito da Edison e Depa. Secondo quanto ha riportato la Reuters, il ministro dell’energia greca, Yoannis Maniatis, avrebbe lanciato una call internazionale per verificare la fattibilità di questo nuovo collegamento e che anche la Commissione europea si è detta molto interessata al progetto.