LA LOBBY ENEL ALLA CAMERA. Bene ha fatto il sottosegretario Gentile a invitare i deputati della maggioranza a ritirare gli emendamenti al ddl Concorrenza che diversamente, allungando ulteriormente i tempi, rischiano di vanificare ogni politica della concorrenza in questa legislatura. Il Senato non aveva riaperto la discussione su questo tormentato provvedimento e aveva votato la questione di fiducia posta dal governo, pur essendo diffusa la consapevolezza che in taluni punti, specialmente sul superamento del servizio di maggior tutela nel settore elettrico, il ddl era e resta bisognoso di non trascurabili miglioramenti.

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Con Orlando e Pisapia


“Condividiamo parte delle motivazioni che hanno indotto un certo numero di colleghi a lasciare il gruppo del Pd del Senato e a costituire una nuova formazione. Non amiamo le scissioni e crediamo che la sinistra abbia bisogno di partiti larghi, plurali e aperti, perché questa è la domanda che viene da quegli strati sociali che intendiamo rappresentare e, in particolare, dai soggetti più vulnerabili. Se questo non è più possibile oggi, molte sono le cause e le responsabilità. Quella principale va attribuita, crediamo, al segretario del Pd che, abdicando al suo ruolo, si è rivelato incapace di essere soggetto di unità e fattore di coesione. D’altra parte, pensiamo che una scelta minoritaria, anche quando sembra inevitabile, non abbia in questa fase sufficiente utilità“. Lo scrivono in una nota i senatori del Partito democratico Luigi Manconi e Massimo Mucchetti.

“Per questo – aggiungono – rimaniamo, con la libertà e la responsabilità che sempre abbiamo avuto e che ancor più si devono avere oggi, all’interno del gruppo democratico per lavorare a una prospettiva unitaria nel nuovo scenario di diversificazione della sinistra. Lo facciamo all’interno della prospettiva indicata da Giuliano Pisapia e dal Campo Progressista che terrà la sua assemblea nazionale il prossimo 11 marzo a Roma”. “Se il centro-sinistra intende ancora ambire alla guida del Paese, è necessario che chi resta e chi esce dal Pd continui a parlarsi rifuggendo da tentazioni egemoniche per trovare insieme le necessarie convergenze. D’altra parte, in questa fase di dibattito congressuale e di competizione democratica per la segreteria del partito, considerati i profili di quanti si sono proposti per quel ruolo, noi dichiariamo di sostenere la candidatura di Andrea Orlando“, concludono.