LA LOBBY ENEL ALLA CAMERA. Bene ha fatto il sottosegretario Gentile a invitare i deputati della maggioranza a ritirare gli emendamenti al ddl Concorrenza che diversamente, allungando ulteriormente i tempi, rischiano di vanificare ogni politica della concorrenza in questa legislatura. Il Senato non aveva riaperto la discussione su questo tormentato provvedimento e aveva votato la questione di fiducia posta dal governo, pur essendo diffusa la consapevolezza che in taluni punti, specialmente sul superamento del servizio di maggior tutela nel settore elettrico, il ddl era e resta bisognoso di non trascurabili miglioramenti.

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Italicum, sarà battaglia


La minoranza dem ha positivamente chiuso una battaglia trasparente. Solo chi voleva la scissione non è soddisfatto. La prossima battaglia sarà l’Italicum. Napolitano ha già aperto su questo. Così Massimo Mucchetti, intervistato dal Corriere della Sera, parla del passaggio delle riforme costituzionali e della possibile riapertura della partita sulla legge elettorale.

Gridavate alla “fine della democrazia”, poi avete votato “si” alla Riforma del Senato. Massimo Mucchetti, la minoranza dem ha ceduto?

No. Ha positivamente chiuso una battaglia trasparente. Volevamo tutti la fine del bicameralismo. Noi chiedevamo l’elezione diretta dei senatori. Ora c’è , sebbene in modalità bizantina.

Che si poteva evitare?

Si se l’accordo ci fosse stato in prima lettura. Ma solo quando è stato chiaro che una trentina di “dissdenti” non avrebbero mollato (come invece si scriveva) si è chiuso.

Giuristi come Villone dicono che è inutile: non ci sarà l’elezione diretta.

Falso. Lo prova che subito dopo l’approvazione le opposizioni ne hanno chiesto l’attuazione.

Basta a evitare il rischio di autoritarismo?

Il primo testo dava al vincitore del premio di maggioranza dell’Italicum la possibilità di eleggersi da solo il capo dello Stato. La minoranza dem alla Camera ha ottenuto fosse necessaria la maggioranza dei tre quinti. Noi abbiamo presentato un emendamento per prevedere che dopo un certo numero di votazioni a maggioranza qualificata fosse possibile anche una più abbordabile maggioranza assoluta. Ma a una condizione. Che fosse allargata la platea dei grandi elettori. Così da impedire l’elezione del Presidente scelto da un solo partito. Perché è l’arbitor e ha poteri rilevanti, come ha dimostrato, il ruolo giocato da Napolitano.

E il governo?

Era orientato ad aggiungere ai 630 deputati e ai 100 senatori i 73 eurodeputati, purché si accettasse l’elezione a maggioranza assoluta. Ma il testo della Camera era più aderente a un presidente super partes e abbiamo ritirato l’emendamento, così ha confermato quel testo.

Vi basta?

Sì anche perché grazie all’accordo Boschi-Finocchiaro i giudici costituzionali saranno eletti con il contributo delle opposizioni.

Conta più Verdini?

No. Verdini ha portato 14 voti. Noi il doppio.

Soddisfatti davvero?

Solo chi voleva la scissione non lo è. La prossima battaglia sarà l’Italicum. Napolitano ha già aperto su questo.