Non mi aggiungo al rito dell'applauso al discorso di Boccia. In taluni passaggi lo meriterebbe, ma se lo mettiamo in relazione al discorso successivo di Calenda, un vero manifesto di governo che ha scaldato i cuori in sala, il presidente della Confindustria è sembrato aver perso il treno del confronto a tutto campo con l'esecutivo Gentiloni. Preferisco dunque manifestare una delusione e dire di quattro sfide non ancora affrontate da Confindustria.

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Ma che succede alla Sogin?


Vado al Massimo rende pubblica la lettera che sedici senatori hanno inviato ai ministri Padoan e Calenda relativamente alla situazione della Sogin, azienda interamente controllata dallo Stato, che si occupa della gestione e del trattamento delle scorie nucleari, chiamata in queste settimane a rinnovare i propri vertici gestionali. Leggi. 

Come forse ricorderà, il 22 dicembre 2014 tredici senatori della Commissione industria, commercio, turismo avevano richiesto il vostro intervento per risolvere i problemi gestionali della Sogin che già allora avevano determinato notevoli rallentamenti dei lavori di decommissioning rispetto ai programmi annunciati dall’amministratore delegato. Quei ritardi si sono aggravati nei mesi seguenti sia sotto il profilo meramente quantitativo sia sotto il profilo qualitativo non foss’altro perché, per attenuarne l’impatto sul cronoprogramma, Sogin ha dedicato attenzione e risorse agli interventi più comodi, più legati alla carpenteria e meno al materiale nucleare.

Tali ritardi determinano un inaccettabile aggravio della bolletta elettrica. La lettura professionale dei rendiconti della Sogin per gli anni 2014 e 2015 e per la prima parte del 2016 conferma le preoccupazioni che avevamo allora manifestato e che abbiamo in seguito, e in più occasioni, ribadito in forma orale a diversi esponenti del Governo.

Non abbiamo mai avuto risposta alla lettera del 22 dicembre 2014. Al di là delle promesse su decisioni imminenti, abbiamo dovuto registrare un incomprensibile immobilismo nei rapporti tra i ministeri competenti e la Sogin. Il cambiamento al vertice del Ministero dello sviluppo economico e l’avvicinarsi delle scadenze assembleari della società autorizzavano la speranza che la questione Sogin fosse prossima alla soluzione, con il riconoscimento del ruolo avuto dalla presidenza e dal consiglio di amministrazione nella denuncia delle inefficienze e con il conseguente avvicendamento al vertice gestionale.

Purtroppo, registriamo continui rinvii di decisioni che a quanti hanno seguito la vicenda sembrano ovvie, mentre fioriscono iniziative parlamentari dell’ultima ora che potrebbero avere l’effetto di confondere le acque e allontanare l’attenzione del Governo dalle reali responsabilità.

Con questa nuova lettera non intendiamo invocare la risposta che non c’è stata. Saremmo fuori tempo massimo. Chiediamo invece che si rompano gli indugi e che si faccia quel che si deve fare.

Senatori firmatari:

Massimo Mucchetti
Salvatore Tomaselli
Aldo Di Biagio
Paola Pelino
Nunziante Consiglio
Mara Valdinosi
Francesco Scalia
Elena Fissore
Luigi Marino
Adele Gambaro
Gianni Pietro Girotto
Bruno Astorre
Francesco Giacobbe
Pamela Orrù
Camilla Fabbri
Pietro Ichino