LA LOBBY ENEL ALLA CAMERA. Bene ha fatto il sottosegretario Gentile a invitare i deputati della maggioranza a ritirare gli emendamenti al ddl Concorrenza che diversamente, allungando ulteriormente i tempi, rischiano di vanificare ogni politica della concorrenza in questa legislatura. Il Senato non aveva riaperto la discussione su questo tormentato provvedimento e aveva votato la questione di fiducia posta dal governo, pur essendo diffusa la consapevolezza che in taluni punti, specialmente sul superamento del servizio di maggior tutela nel settore elettrico, il ddl era e resta bisognoso di non trascurabili miglioramenti.

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Matteo sui numeri rischia


Massimo Mucchetti intervistato dal quotidiano la Repubblica sulla riforma del Senato e sul patto del Nazareno tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Sullo stesso argomento leggi anche l’analisi di Vado al Massimo: il nuovo Senato formato da consiglieri regionali e sindaci

Senatore Mucchetti, Renzi chiama voi senatori dissidenti del Pd “alla responsabilità” sulla riforma di Palazzo Madama?

Responsabile un parlamentare lo è quando rappresenta la Nazione senza vincolo di mandato al meglio delle sue capacità. Se questo è l’appello, ringrazio il premier. Se invece responsabilità significa altro, allora confesso di non capire. Fin dal primo giorno Renzi ha detto che i firmatari del ddl Chiti erano irrilevanti. E ora il collega Marcucci ha fatto i conti e conferma, Matteo, stai sereno. Vincerai.

Volete far saltare le riforme?

Neanche per sono. Noi le vogliamo, ma ben fatte. E’ bloccare le riforme dimezzare il numero dei deputati per mantenere un equilibrio con i senatori che scendono da 320 a 100? E perché un Senato eletto direttamente dal popolo scegliendo tra tutti i cittadini sarebbe peggio di uno nominato da 983 consiglieri regionali, in larga parte inquisiti dalla magistratura?

Qual’ è lo stato dell’arte, secondo lei?

La realtà è che l’idea del Senato elettivo a Palazzo Madama conta molti sostenitori. Basta leggere gli emendamenti al testo base del governo.

Nonostante l’accordo che Renzi ha in tasca con Berlusconi?

Berlusconi teme il processo Ruby e ragiona su eventuali ritorsioni di governo su Mediaset. Eppure, dentro Forza Italia, Minzolini ha raccolto 37 firme sui suoi emendamenti simili spesso a quelli sui quali Chiti ha raccolto 35 adesioni, dentro e fuori i Pd. Poi la Lega, il M5S, gli ex Sel, taluni popolari per l’Italia.

Sarà per questo che piovono i richiami dal Pd sui malpancisti, anche dal vicesegretario Guerini.

Ma perché non si accetta il Senato elettivo, che porterebbe subito la maggioranza dei due terzi e si cerca di fare la riforma costituzionale con il 51% contando sul bastone di un Berlusconi impaurito per riportare all’ovile le pecorelle di Minzolini?

Ma non vi ritrovate in “cattiva compagnia” con i falci di Forza Italia?

Se dovessi stare al gioco, dovrei chiedere se Verdini, l’uomo del crac del Credito Cooperativo fiorentino con cui Renzi ha preparato l’accordo, è forse una colomba. Se Berlusconi non è più un caimano. Ma a questo gioco non ci sto. Rispetto per tutti.

Cercate di far deragliare il treno di Renzi?

Ma quale treno… La nostra è una battaglia su una questione specifica, e non siamo una corrente.