LA LOBBY ENEL ALLA CAMERA. Bene ha fatto il sottosegretario Gentile a invitare i deputati della maggioranza a ritirare gli emendamenti al ddl Concorrenza che diversamente, allungando ulteriormente i tempi, rischiano di vanificare ogni politica della concorrenza in questa legislatura. Il Senato non aveva riaperto la discussione su questo tormentato provvedimento e aveva votato la questione di fiducia posta dal governo, pur essendo diffusa la consapevolezza che in taluni punti, specialmente sul superamento del servizio di maggior tutela nel settore elettrico, il ddl era e resta bisognoso di non trascurabili miglioramenti.

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Minenna, Consob e il governo


Martedì 26 luglio il viceministro Luigi Casero ha risposto all’interrogazione del senatore Massimo Mucchetti sul caso Minenna, assessore del Comune di Roma e dirigente della Consob. Di seguito la replica di Mucchetti, l’interrogazione e la risposta di Casero.

Mi dichiaro soddisfatto, ma solo parzialmente. Nella risposta del viceministro Casero, che ringrazio, non posso non rilevare quelle che, a mio parere, sono alcune carenze. Il dottor Minenna, com’è stato ricordato, in un primo momento aveva comunicato alla Consob l’intenzione di continuare a dirigerne l’Ufficio analisi quantitative, pur assumendo l’incarico di assessore al Bilancio, al Patrimonio e alle Partecipate di Roma Capitale. Solo in seguito alle polemiche apparse sulla stampa, e solo dopo aver tentato di risolvere il problema manifestando il proposito di rinunciare a uno degli emolumenti derivanti dai due incarichi, il dottor Minenna ha chiesto l’aspettativa alla Consob.

Il collegio ha deliberato il collocamento in aspettativa a decorrere non dalla data di presentazione della richiesta, come di norma accade, ma dalla data della nomina ad assessore. Prendo atto della scelta del governo di non darci informazioni sulle modalità di deliberazione del collegio. Sarò io allora a dare ai colleghi la notizia che la domanda di aspettativa e’ stata accolta con un voto a maggioranza di tre commissari contro due. I tre voti favorevoli vengono dai commissari designati di recente dal governo in carica. Siamo perfettamente consapevoli del rispetto dovuto all’indipendenza della Consob. E tuttavia in queste settimane vari esponenti del governo hanno criticato la Commissione di controllo della Borsa. Dunque, non dovrebbe avere difficoltà a rispondere anche su questa decisione. Una decisione che ha l’effetto di sanare le inadempienze procedurali, di cui è resa responsabile l’amministrazione capitolina per non aver mai chiesto alla Consob l’autorizzazione ad avvalersi del dottor Minenna.

Su un altro punto avrei gradito maggiori informazioni. Ove non vi avesse posto rimedio con la richiesta di aspettativa, il dottor Minenna si sarebbe trovato in conflitto d’interessi volendo continuare a dirigere un ufficio che concorre alla vigilanza sui soggetti giuridici emittenti titoli negoziati sui mercati regolamentati e, al tempo stesso, accettando un incarico assessorile che lo porta a esercitare le funzioni di azionista di controllo di una società per azioni quotata, peraltro di notevole importanza, quale è l’Acea. A tale proposito potrebbe risultare interessante conoscere il parere dell’Ufficio legale della Consob che il governo, invece, ritiene debba essere coperto da riservatezza. Per quanto mi risulta, la riservatezza si giustifica nel caso il parere legale sia richiesto nel quadro di un contenzioso ovvero nella fase di precontenzioso, non ai fini della decisione su una richiesta di aspettativa. Colgo allora l’occasione per annunciare ai colleghi che ho chiesto l’accesso a questo e ad altri atti come semplice cittadino sperando di avere miglior fortuna di quella che ho avuto in qualità di parlamentare. In ogni caso, noto che nulla si dice nella risposta del governo in relazione al cosiddetto cooling period che preclude l’assunzione di incarichi presso le società vigilate da parte dei commissari e dei dirigenti della Consob nei due anni successivi alla cessazione del rapporto con questa Autorità. Possiamo discutere se una tale disciplina abbia senso all’atto pratico. Ma al momento è la regola in vigore e come tale andrebbe rispettata. Sollecito pertanto un chiarimento su questo punto, non foss’altro perché il caso Minenna può costituire un precedente per il futuro.

Vai qui per leggere il testo dell’interrogazione.

La risposta del Governo all’interrogazione

Il vice ministro CASERO ha la parola per la risposta all’interrogazione n. 3-03038. Riferisce innanzitutto che il 6 luglio scorso il dottor Marcello Minenna ha comunicato alla Consob di essere stato nominato assessore con delega al bilancio, al patrimonio ed alle partecipate di Roma Capitale. Nel comunicare che sarebbe stata sua cura garantire la continuità delle attività dell’Ufficio analisi quantitative ed innovazione finanziaria, il dottor Minenna ha concluso evidenziando che la sua comunicazione era stata presentata affinché la Commissione ne prendesse atto per quanto di competenza.

Allo stato attuale non è stata presentata alla Consob alcuna richiesta di autorizzazione, ai sensi dell’articolo 53, comma 10, del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165, per lo svolgimento dell’incarico di assessore. In data 15 luglio 2016 il dottor Minenna ha presentato formale istanza per essere posto in aspettativa non retribuita per motivi politici ai sensi dell’articolo 81 del decreto legislativo n. 267 del 2000 per tutto il periodo di tempo per il quale ricoprirà la carica di Assessore di Roma Capitale. Con provvedimento assunto in data 15 luglio 2016, il dottor Minenna è stato collocato in aspettativa a decorrere dalla data di nomina ad assessore al bilancio, al patrimonio e alla riorganizzazione delle partecipate di Roma Capitale.

In data 13 luglio 2016 la Consulenza legale della Consob ha reso un parere legale – il cui contenuto, secondo quanto comunicato dalla Consob, non può essere reso pubblico – che, tuttavia, in considerazione della domanda di aspettativa formulata dal dottor Minenna in data 15 luglio 2016, non è stato oggetto di valutazione dal parte del Collegio della Consob ai fini della decisione assunta in data 15 luglio 2016.

Per quanto concerne il quesito relativo alle modalità di deliberazione sull’aspettativa, trattandosi di aspetti relativi alla formazione della decisione finale del Collegio, gli stessi non possono essere resi pubblici, rilevando a tal fine la decisione finale assunta dalla Consob.

Ai sensi dell’ articolo 81 del decreto legislativo n. 267 del 2000 i membri delle giunte di comuni e province che siano lavoratori dipendenti possono essere collocati a richiesta in aspettativa non retribuita per tutto il periodo di espletamento del mandato; il successivo articolo 82, comma 1, prevede che l’indennità di funzione, determinata con decreto del Ministro dell’interno e spettante anche ai componenti delle giunte comunali, è dimezzata nel caso in cui i lavoratori dipendenti non abbiano chiesto l’aspettativa. Resta ferma, nel silenzio normativo, la facoltà dell’amministratore locale di rinunciare alla predetta indennità di funzione. L’articolo 53, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001, contenente le norme generali in materia di incompatibilità e cumulo di impieghi ed incarichi, si applica ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, ivi compreso il personale il cui rapporto di lavoro rimane disciplinato in regime di diritto pubblico, di cui all’articolo 3 del decreto legislativo n. 165, che comprende, per espresso dettato normativo, anche il personale di ruolo della Consob.

In ordine all’ultimo quesito posto dall’interrogante relativo alla richiesta di notizie circa l’eventuale intenzione di Roma capitale di emettere obbligazioni, il Comune di Roma per il tramite del Ministero dell’Interno, ha rappresentato che per quanto concerne l’indebitamento dell’Ente, nell’ambito della gestione ordinaria del bilancio di Roma Capitale per l’anno 2016, è prevista esclusivamente l’assunzione di mutui per un valore pari a circa 49 milioni di euro.