RENZI, CALENDA E IL COMPLESSO DI CRONO. Nella mitologia greca, il titano Crono evira il padre Urano e divora i propri figli. Gli avevano detto che uno di questi l'avrebbe spodestato. Ma la moglie Rea gli nasconde l'ultimo nato e, al suo posto, gli offre una pietra, che Crono ingoia senza accorgersene. Il bimbo è Zeus, cresce e sconfigge l'atroce padre. Di questi tempi, l'Italia si ritrova con un Matteo Renzi che, da capo del governo, aveva attribuito sempre più elevate responsabilità a Carlo Calenda e poi, da candidato alla segreteria del Pd, trasforma quest'uomo in un traditore della causa attraverso la diffusione di indiscrezioni sulla stampa e il costante contrasto delle iniziative del ministero dello Sviluppo economico,di cui Calenda e' titolare.

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Questo Italicum non lo voto


Massimo Mucchetti illustra sulla stampa di oggi con due interviste al “Corriere della Sera” e a “Repubblica”, tutti i dubbi sulla bocciatura dei suoi emendamenti all’Italicum, riguardanti l’incompatibilità di natura economica per gli eletti. Leggi. 

Repubblica – intervista di Tommaso Ciriaco

Un emendamento all’Italicum per regolare le situazioni di conflitto d’interesse dei parlamentari. “Serviva a risolvere il problema di chi è azionista di controllo di società partecipate dallo Stato o operanti in regime di concessione – racconta il senatore del Pd Massimo Mucchetti – ma la Presidenza l’ha escluso perché estraneo alla materia”.

Cosa c’è che non va, senatore?

“Tanti hanno accusato D’Alema di inciucio e ora che facciamo?”.

Andiamo con ordine, senatore.

“L’emendamento riprendeva il mio ddl sull’incompatibilità di origine economica per i parlamentari. Sa, la normativa è degli anni Cinquanta e consente ad esempio a Berlusconi di essere eleggibile perché è padrone senza cariche, mentre Confalonieri non lo sarebbe”.

Quindi voleva aggiornare la normativa. Come?

“Se sei eletto, l’antitrust accerta se l’eletto sia incompatibile. E l’eletto sceglie se conservare il mandato parlamentare, vendendo in un anno la partecipazione, oppure decadere”.

E siamo a mercoledì.

“La presidente vicaria Fedeli ha cassato l’emendamento che essa stessa aveva firmato per la commissione. Eppure nulla è più affine a una legge elettorale che l’incompatibilità e l’ineleggibilità. Prendo atto della diversità di opinioni in capo alla stessa persona”.

Un frutto avvelenato del Nazareno?

“Mi domando se quanto accaduto ha a che vedere con la necessità di non dispiacere a Berlusconi”.

Corriere della Sera – intervista di Monica Guerzoni

«Questo Italicum non lo voterò». E la disciplina di gruppo, senatore Mucchetti? «Su una legge che arriva al traguardo grazie a un emendamento tagliola, fatto soprattutto contro i colleghi del Pd non allineati?».

È rimasto male perché non sono passati i suoi emendamenti?

«Niente personalismi. Grande è stata la sorpresa nello scoprire che gli emendamenti su incompatibilità e ineleggibilità dei parlamentari erano stati dichiarati inammissibili per estraneità alla legge elettorale».

Bocciati dalla presidente vicaria del Senato?

«Il capogruppo Luigi Zanda, l`allora vicepresidente Valeria Fedeli, l`attuale segretario d`aula Giorgio Tonini e molti altri avevano firmato il mio disegno di legge sulla incompatibilità di natura economica, ripreso nell`emendamento».

La Fedeli ha sottoscritto il ddl e dichiarato inammissibile l`emendamento?

«La presidente Fedeli, che continuo a stimare molto, aveva firmato anche l`emendamento».

Sentenza inappellabile.

«Non discuto l`inappellabilità, ma a me piacerebbe che qualcuno spiegasse perché una legge elettorale non debba aggiornare le cause di incompatibilità degli eletti, che risalgono agli anni 50».

Ragioni politiche?

«Sono curioso di capire quali. Intanto constato che si sproloquia di contrasto ai poteri forti e poi si lascia aperta la porta attraverso la quale un concessionario dello Stato potrebbe, in teoria, conquistare un partito con i soldi guadagnati e dunque il governo, il diritto a nominare il presidente della Repubblica e la maggioranza degli organi di garanzia costituzionale».

È nato il Partito del Nazareno?

«Si è formata una nuova maggioranza sulla riforma più delicata dell`agenda Renzi assieme al decreto fiscale, che riprende le argomentazioni di Coppi, difensore di Berlusconi e che ha avuto più applausi in Forza Italia che nella opinione pubblica di centrosinistra».

E la contropartita del patto del Nazareno?

«Non faccio illazioni sul “decreto Coppi”. È sbagliato nel merito, anche se non fosse Berlusconi l`utilizzatore finale. I grandi Paesi non depenalizzano la frode fiscale a percentuale».

Renzi era il capo dei 101, come accusa Fassina?

«Renzi, allora sindaco di Firenze, dichiarò decaduta la candidatura di Prodi prima ancora che Prodi rinunciasse e che l`allora segretario Bersani ne potesse prendere atto. Fate voi».