RENZI, CALENDA E IL COMPLESSO DI CRONO. Nella mitologia greca, il titano Crono evira il padre Urano e divora i propri figli. Gli avevano detto che uno di questi l'avrebbe spodestato. Ma la moglie Rea gli nasconde l'ultimo nato e, al suo posto, gli offre una pietra, che Crono ingoia senza accorgersene. Il bimbo è Zeus, cresce e sconfigge l'atroce padre. Di questi tempi, l'Italia si ritrova con un Matteo Renzi che, da capo del governo, aveva attribuito sempre più elevate responsabilità a Carlo Calenda e poi, da candidato alla segreteria del Pd, trasforma quest'uomo in un traditore della causa attraverso la diffusione di indiscrezioni sulla stampa e il costante contrasto delle iniziative del ministero dello Sviluppo economico,di cui Calenda e' titolare.

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Senato, libertà di coscienza


Gli emendamenti alla riforma del Senato non rappresentano un voto di fiducia. Si tratta di materia squisitamente parlamentare che non coinvolge la responsabilità del governo. Ancor meno senso, del resto, avrebbe andare alle elezioni anticipate (che non temo) per rieleggere Camera e Senato tali e quali ed entrambi con il proporzionale. Così Massimo Mucchetti in una intervista al Corriere della Sera.

Senatore Massimo Mucchetti, dopo la pausa estiva, martedì prossimo riprenderanno i lavori sulla riforma del Senato. Lei appartiene alla minoranza del Pd che chiede, fra le altre, la modifica dell’articolo 2 per tornare all’elezione diretta dei senatori: che previsioni fa?

In questo momento la maggioranza del Senato è favorevole a una Camera Alta eletta direttamente dai cittadini in concomitanza con le elezioni regionali.

Matteo Renzi afferma il contrario, dice che a Palazzo Madama ci saranno i numeri per approvare proprio il testo voluto dal governo.

A questo mondo tutto è possibile. Però, il numero di quanti hanno sottoscritto emendamenti per l’elezione diretta va ben oltre la maggioranza assoluta. In ogni caso, mi sembrerebbe una triste soluzione approvare una legge costituzionale con il 50,01%, puntellato da voltagabbana.

Dunque, se il presidente del Senato farà rivotare l’articolo 2 della riforma…

Non farà altro che ripetere quanto fece Giorgio Napolitano nel 1993: come ha ricordato il professor Ainis proprio sul Corriere, da presidente della Camera, Napolitano ammise emendamenti alla legge sull’immunità parlamentare già votato da entrambe le camere. Il professor Ceccanti, invece di fare pressioni su Grasso, dovrebbe imparare dal collega.

…si andrà al muro contro muro? Oppure state negoziando?

Allo stato, il segretario del Pd – e premier – non sta parlando con la minoranza del Pd, ma si sta rivolgendo ai partiti di opposizione e sta cercando di arruolare transfughi di vario genere e provenienza e di diverse ambizioni.

I vostri emendamenti riguardano anche altri punti della riforma: sarete irriducibili anche su quelli, come sull’articolo 2?

Se ci fosse stata una negoziazione, avremmo parlato. Ma, al momento, vedo soltanto il tentativo di una forzatura. Mi auguro ancora che si arrivi a una soluzione, però non può essere una qualsiasi.

Il vostro capogruppo, Luigi Zanda, vi richiama alla disciplina verso le scelte della maggioranza del partito, “come avviene nei condomìni e nei Cda

Nei Cda ogni consigliere interpreta liberamente l’interesse complessivo della società, cioè non ha vincolo di mandato. E risponde personalmente davanti alla legge. Non può dire: me l’ha ordinato la holding. Ma Zanda deve pur esercitare il suo ruolo. Resta il fatto che legge, statuti e regolamenti del Pd e del gruppo lasciano libertà di coscienza su materie di ordine etico e costituzionale. Del resto, il centralismo democratico apparteneva al Pci. Il Pd non e’ diverso?..

Renzi parla di elezioni anticipate nel caso la riforma venisse modificata sulle modalità di eleggere i senatori.

Un aut aut che non esiste. Se l’Aula di Palazzo Madama dovesse approvare l’elezione diretta dei senatori, così come già accade in Spagna e Usa, non verrebbe certo meno la riforma che supera il bicameralismo paritario. Non credo che Renzi salirebbe al Colle per dimettersi: come usa dire lui agli altri, se ne farebbe una ragione.

E per voi sarebbe la soluzione migliore?

Sì. Gli emendamenti non rappresentano un voto di fiducia. Si tratta di materia squisitamente parlamentare che non coinvolge la responsabilità del governo. Ancor meno senso, del resto, avrebbe andare alle elezioni anticipate (che non temo) per rieleggere Camera e Senato tali e quali ed entrambi con il proporzionale. Ma di che parliamo?.