Non mi aggiungo al rito dell'applauso al discorso di Boccia. In taluni passaggi lo meriterebbe, ma se lo mettiamo in relazione al discorso successivo di Calenda, un vero manifesto di governo che ha scaldato i cuori in sala, il presidente della Confindustria è sembrato aver perso il treno del confronto a tutto campo con l'esecutivo Gentiloni. Preferisco dunque manifestare una delusione e dire di quattro sfide non ancora affrontate da Confindustria.

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South Stream, quanto ci costa


La costruzione del South Stream, con il deposito della prima sezione offshore da parte della Russia già a fine 2014 e l’avvio delle forniture atteso per la metà del prossimo anno, comporterà un’ulteriore importante estensione della capacità di trasmissione di gas russo all’Europa. Vado al Massimo propone un’analisi dei flussi in ingresso e della capacità dei singoli entry point, allo scopo di comprendere l’effettiva opportunità economica di questa pipeline per i consumatori europei.

ss41) Le effettive importazioni dalla Russia per entry point

Le importazioni europee di gas fisicamente originato in Russia hanno raggiunto nel 2013 i 154 miliardi di mc (senza contare l’approvvigionamento attraverso la Turchia tramite Blue Stream, con il quale i flussi arrivano a 167.4 miliardi di mc) pari a circa il 30% del consumo totale (541 mld di mc nel 2013). La quota di mercato del gas russo in Europa è incrementata nel corso del 2013 (+16%, oltre 20 miliardi di mc).

ss3Le importazioni di gas russo dall’Europa avvengono attraverso i seguenti entry point:

1) DALL’UCRAINA: un totale di 5 entry point

  • alla Slovacchia – Velke Kapusany «PIPELINE BROTHERHOOD»: principale route di passaggio del gas russo, in Slovacchia si divide in due diverse direzioni, la prima verso Repubblica Ceca, Germania, Francia e Svizzera, la seconda per Austria, Italia e Ungheria (TAG). La distribuzione di gas da questo canale è iniziata nel 1967. Nel 2013 da questa pipeline sono transitati 52.6 miliardi di mc di gas, il 34% della fornitura russa. La capacità di questa pipeline secondo le stime Entsog è di 86 miliardi di mc annui, mentre a detta di Gazprom supera i 100.
  • alla Romania: due entry point a Isaccea e Mediesu Aurit. Il gas che entra in Romania passa sia per l’Ucraina che per la Moldova, continuando verso i Balcani e la Turchia. Nel 2013 da questo collegamento sono transitati 19.5 miliardi di mc di gas, pari al 13% delle forniture russe all’Europa. Secondo le stime Entsog la capacità di questa pipeline, considerando entrambi i punti di ingresso, è di circa 40 miliardi di metri cubi annui.
  • all’Ungheria: dall’entry point a Beregdaroc, la pipeline continua il suo percorso verso i Balcani. Il tubo ha visto nel 2013 un transito di 6.3 miliardi di mc, per una capacità complessiva di oltre 20.
  • alla Polonia: un entry point a Drozdowicze, con un transito di circa 4 miliardi di metri cubi e una capacità di 4.6

DALL’UCRAINA SONO TRANSITATI 82.3 MILIARDI DI METRI CUBI NEL 2013, OLTRE IL 50% DELLE ESPORTAZIONI RUSSE, ATTRAVERSO PIPELINES DI CAPACITA’ COMPLESSIVA PARI A 149 MILIARDI DI MC

2) DALLA BIELORUSSIA: un totale di 4 entry point

  • alla Polonia – Kondratki – «YAMAL – EUROPE» : pipeline tronca che attraverso la Bielorussia collega la Polonia al sistema di trasmissione russo Northern Lights, raggiungendo infine la Germania. La sua lunghezza è di oltre 14mila km con 14 stazioni di compressione. Il pompaggio è iniziato nel 1996, mentre nel 2006 è stata ultimata la costruzione dell’ultima stazione, con la quale Yamal ha raggiunto la sua capacità completa, pari a 33 miliardi di mc annui secondo Gazprom, nel 2013 pari a 34.6 secondo Entsog. Durante il 2013 attraverso Yamal sono transitati 34 miliardi mcdi gas originato in Russia.
  • Tietierowka – Wysokoje: nel 2013 sono transitati per questi due entry point altri 3 miliardi mc di gas per una capacità complessiva di circa 6 miliardi di mc.
  • alla Lituania – Kotlovka: un entry point collega il paese attraverso la Bielorussia a Northern Lights, continuando verso la Lettonia, con un transito nel 2013 di circa 5 miliardi di mc per una portata di 11.

ATTRAVERSO LA BIELORUSSIA SONO TRANSITATI 42 MLD DI MC NEL 2013, OLTRE IL 27% DEL GAS DALLA RUSSIA, ATTRAVERSO PIPELINES DI CAPACITA’ DI 51.5 MLD MC

3) DIRETTAMENTE DALLA RUSSIA: un totale di 4 entry point

  • alla Germania – Greifswald – «NORDSTREAM»: costruito tramite un equity di Gazprom (51%), E.ON Ruhrgas (15.5%), Wintershall (15.5%), Gasunie (9%) e GDF Suez (9%) per soddisfare la domanda addizionale europea, collega direttamente la Russia alla Germania. E’ diventato operativo a novembre 2011. La seconda linea commissionata nel 2012 ha raddoppiato la capacità. Attraverso Nordstream sono transitati nel 2013 23.5 miliardi di metri cubi di gas, il 15% dell’export complessivo di gas russo all’Europa, per una portata complessiva delle due linee di 34.6 miliardi di mc.
  • alla Finlandia – Imatra: un entry point distribuisce al paese gas russo attraverso il sistema della regione di Leningrado. Nel 2013 sono transitati 3.5 miliardi di mc per una portata di 8.4. Una parte più contenuta è convogliata dal sistema di Leningrado anche a Lettonia ed Estonia (rispettivamente 2.6 mld di mc per 7 di portata e 0.3 mld di mc per 1.4 di capacità nel 2013).

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ss2Allo stato attuale, la capacità delle pipelines che collegano la Russia all’Europa è di 251 miliardi di metri cubi l’anno, pari a circa il 50% del fabbisogno europeo del 2013. Considerando anche il Blue Stream, la capacità supera i 300 miliardi di metri cubi. Gli approvvigionamenti dall’Ucraina, soprattutto dal sistema Brotherhood, sono in tendenziale calo già dal 2010, a fronte di un imponente incremento dei flussi dal Nordstream. Secondo le attese, il South Stream dovrebbe aumentare la capacità russa verso l’Europa di ulteriori 63 miliardi di mc nel 2015, portandola a 368 mld di mc, pari al 70% dei consumi europei (ipotizzati costanti, anche se in calo strutturale).

2) L’entità effettiva dell’offerta di Gazprom 

Nel 2012 Gazprom ha prodotto 487 miliardi di metri cubi di gas, 12 milioni di tonnellate di gas condensato e 33.3 milioni di tonnellate di petrolio. La produzione si concentra nel giacimento di Urals Okrug. Secondo le dichiarazioni di Gazprom, a fronte di condizioni favorevoli del mercato, la produzione di gas della società potrebbe salire a 650-670 miliardi di metri cubi nel 2020.

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Nel 2012 Gazprom copriva il 15% dell’offerta globale di gas e il 78% di quella russa, quindi nel 2012 l’offerta complessiva russa si attestava a 594 miliardi di metri cubi di gas secondo quanto affermato da Gazprom.

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I progetti di espansione in corso

Le concessioni libiche C96 e C97 di proprietà di Wintershall (compagnia affiliata a Gazprom Group per il 49%) hanno reso nel 2010 0.2 miliardi di metri cubi di gas e 2 milioni di tonnellate di idrocarburi liquidi. Il Gas Project Development Central Asia (compagnia affiliata per il 50% a Gazprom) insieme a una sussidiaria di Gazprom, la Zarubzhneftegaz stanno creando un progetto di sviluppo in Uzbekistan nel campo di Shakhpakthy in Uzbekistan. L’ammontare totale di gas prodotto tra il 2004 e il 2011 è stato pari a 2 miliardi di metri cubi.

I progetti in Asia Centrale

ss14Al di là dei progetti direttamente sostenuti da Gazprom e dalle sue controllate, la società ha concluso accordi commerciali e stretto sinergie produttive con gli operatori del gas dei paesi dell’Asia Centrale. Con le società operanti in Uzbekistan e Kazakhstan sono state concluse le operazioni per espandere il sistema CAC (Central Asia Center), che convoglia il gas prodotto in questi paesi alla Russia.

3) La pipeline TransCaspian (TCP) – possibili fughe di gas turkmeno dal CAC?

Il progetto della Transcaspian Pipeline tra il Turkmenistan e l’Azerbaijian via Mar Caspio esiste da quando si è aperta l’opzione strategica di aprire il corridoio sud del gas che collega Shah Deniz 2 con l’Unione Europea attraverso la Trans Adriatic Pipeline (TAP) e la Trans Anatolian Pipeline (TANAP). Il progetto permetterebbe di pompare gas turkmeno direttamente in Europa, consentendo al paese di affrancarsi dalla dipendenza dai russi per la trasmissione del gas.

Ad oggi sussistono una serie di ostacoli al progetto:ss16

1) I contratti del Turkmenistan per l’approvvigionamento alla Cina di 30 mld di mc annui hanno raggiunto da poco i target previsti, passando nella pipeline che attraversa l’Uzbekistan, di portata oltre 65 mld di mc. L’Uzbekistan è atteso aggiungere altri 10 mld di mc di fornitura al tubo, ma i rimanenti 25 trasportabili rimangono oggetto di trattativa tra Cina e Turkmenistan. Con l’ultimo accordo a settembre 2013 il Turkmenistan si è impegnato a colmare il differenziale delle forniture attese dalla Cina attraverso lo sfruttamento del giacimento South Elotan, la cui produzione andrà interamente destinata ai consumi del gigante asiatico. Senza questa fonte però, è difficile che il Turkmenistan riesca a stanziare ulteriori 30 mld di mc da inviare all’Europa.

2) La Russia ha un forte interesse sul controllo e la rivendita del gas turkmeno. Essa potrebbe nuovamente incrementare gli acquisti di gas dal paese, calati negli ultimi anni a 11 mld di mc, dagli oltre 40 del 2007.

3) Nonostante stia formalmente sostenendo il progetto, l’Azerbaijian in questo momento non ha interesse economico a un incremento delle forniture all’Europa via gas turkmeno, dato che i proventi del transito potrebbero non colmare la diminuzione del prezzo data da un aumento della pressione competitiva prima dello stabilizzarsi delle forniture azere.

La conclusione degli accordi bilaterali con Kazahstan, Kyrgyzia, Tajikistan, Turkmenistan e Uzbekistan rientra all’interno del progetto strategico di Gazprom per incrementare gli approvvigionamenti verso la Russia e potenziare di conseguenza la capacità esportativa verso l’estero. A differenza degli altri paesi dell’area, con l’Azerbaijan gli accordi commerciale in essere non sono rinforzati da accordi di cooperazione di lungo periodo. Il gas azero è stato acquistato dalla Russia per la prima volta nel 2010 in un ammontare pare a 0.8 miliardi di metri cubi. Nel settembre 2010 sono stati firmati degli addendum contrattuali che prevedevano un aumento dei flussi in ingresso di gas azero a 2 miliardi di metri cubi nel 2011 e oltre questa soglia a partire dal 2012, cifre ancora non raggiunte (anche se le importazioni russe dall’Azeirbaijan hanno superato il miliardo e mezzo nel 2012).

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