LA LOBBY ENEL ALLA CAMERA. Bene ha fatto il sottosegretario Gentile a invitare i deputati della maggioranza a ritirare gli emendamenti al ddl Concorrenza che diversamente, allungando ulteriormente i tempi, rischiano di vanificare ogni politica della concorrenza in questa legislatura. Il Senato non aveva riaperto la discussione su questo tormentato provvedimento e aveva votato la questione di fiducia posta dal governo, pur essendo diffusa la consapevolezza che in taluni punti, specialmente sul superamento del servizio di maggior tutela nel settore elettrico, il ddl era e resta bisognoso di non trascurabili miglioramenti.

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Mose, sdegnarsi non basta più


cantone

Massimo Mucchetti, intervistato dal quotidiano La Stampa, parla dello scandalo tangenti Mose ed Expo e dei poteri dell’Autorità anticorruzione, guidata da Raffaele Cantone. Mucchetti propone un’ipotesi: commissariare temporaneamente su richiesta del pm e per disposizione del Gip, le concessionarie inquisite fino all’eventuale assoluzione di primo grado, ferme restando le sanzioni previste in caso di condanna. 

“Ma Renzi e Cantone vanno d’accordo?”. Se lo chiede sul suo blog il presidente della commissione industria del Senato, Massimo Mucchetti (Pd) sulla scia degli scandali Expo e Mose.

Chi ha ragione tra i due? 

“Bisogna trovare una sintesi. Cantone, come Kevin Costner ne “Gli intoccabili”, chiede di avere la sua squadra perché da solo non sconfiggerebbe mai Robert De Niro nel ruolo di Al Capone. Se restasse solo l’Autorità anticorruzione diventerebbe inutile, anche perché abbiamo già un’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici e una magistratura. Insomma deve essere messa in condizioni di operare”.

Perché l’idea di sospendere i lavori nei casi di corruzione non la convince? 

“Intanto una misura così radicale andrebbe rapportata alla gravità dell’episodio corruttivo. Poi c’è un problema di accertamento del reato: attendere una sentenza definitiva comporterebbe un allungamento eccessivo dei tempi. Lo stesso accadrebbe nel caso in cui si decidesse di chiudere un cantiere per un’opera di pubblica utilità e di rinviarne quindi l’esecuzione all’esito di una nuova gara d’appalto. Se l’opera è necessaria si finirebbe per negare un servizio ai cittadini”.

Come trovare allora la sintesi?

Con un’adeguata iniziativa politico-giuridica. Ho suggerito un’ipotesi: commissariare temporaneamente su richiesta del pm e per disposizione del Gip, le concessionarie inquisite fino all’eventuale assoluzione di primo grado, ferme restando le sanzioni previste in caso di condanna”.

Expo e Mose: siamo di fronte ad una nuova Tangentopoli?

“I numeri di Tangentopoli sono stati decisamente più grandi. Ciò non toglie che siano episodi gravissimi. Mi stupisco che non si affronti con lo stesso impegno lo scandalo della Sopaf dove dei banchieri privati sono accusati di aver truffato per centinaia di milioni le casse previdenziali”.