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Telecom, ora chiarezza sul cda


Niel è un imprenditore che per ora ha messo in Telecom circa 100 milioni. Il grosso della quota in Telecom è composto da opzioni e derivati. Un’operazione molto ben fatta ma ancora embrionale. Ora è fondamentale capire quali siano i rapporti tra i due azionisti.  Massimo Mucchetti, intervistato dal Giornale, parla delle operazioni francesi su Telecom.

Cosa pensa della “scalata“ di Xavier Niel a Telecom?

«Ad oggi si sa ancora poco. Niel è un imprenditore che per ora ha messo in Telecom circa 100 milioni. Il grosso della quota in Telecom è composto da opzioni e derivati. Un’operazione molto ben fatta ma ancora embrionale».

Lei però ha subito chiesto l’intervento della Consob?

«Certo, perché è fondamentale capire quali siano i rapporti tra i due azionisti forti di Telecom che sono due francesi: Niel e Vincent Bollorè di Vivendi. Se ci fosse qualche intesa scatterebbe l’Opa obbligatoria».

Sembra però che non ci siano queste preoccupazioni?

«Sono figure molto diverse. Uno è un imprenditore delle tlc, Niel, l’altro un finanziere, Bollorè».

La disponibilità economica dei due è molto diversa…

«Vivendi è una società molto più grande, però Niel è del settore. Credo che per Telecom sia importante avere più di un interlocutore. I due francesi pare non siano d’accordo quindi uno dei due potrebbe farsi avanti per fare un accordo con Cdp per la realizzazione della rete. Insomma il momento è delicato».

Quindi quali dovrebbero essere le prossime mosse?

«Bisogna rivedere la composizione del consiglio di Telecom, ormai superato dalla situazione attuale»