RENZI, CALENDA E IL COMPLESSO DI CRONO. Nella mitologia greca, il titano Crono evira il padre Urano e divora i propri figli. Gli avevano detto che uno di questi l'avrebbe spodestato. Ma la moglie Rea gli nasconde l'ultimo nato e, al suo posto, gli offre una pietra, che Crono ingoia senza accorgersene. Il bimbo è Zeus, cresce e sconfigge l'atroce padre. Di questi tempi, l'Italia si ritrova con un Matteo Renzi che, da capo del governo, aveva attribuito sempre più elevate responsabilità a Carlo Calenda e poi, da candidato alla segreteria del Pd, trasforma quest'uomo in un traditore della causa attraverso la diffusione di indiscrezioni sulla stampa e il costante contrasto delle iniziative del ministero dello Sviluppo economico,di cui Calenda e' titolare.

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Telecom, ora chiarezza sul cda


Niel è un imprenditore che per ora ha messo in Telecom circa 100 milioni. Il grosso della quota in Telecom è composto da opzioni e derivati. Un’operazione molto ben fatta ma ancora embrionale. Ora è fondamentale capire quali siano i rapporti tra i due azionisti.  Massimo Mucchetti, intervistato dal Giornale, parla delle operazioni francesi su Telecom.

Cosa pensa della “scalata“ di Xavier Niel a Telecom?

«Ad oggi si sa ancora poco. Niel è un imprenditore che per ora ha messo in Telecom circa 100 milioni. Il grosso della quota in Telecom è composto da opzioni e derivati. Un’operazione molto ben fatta ma ancora embrionale».

Lei però ha subito chiesto l’intervento della Consob?

«Certo, perché è fondamentale capire quali siano i rapporti tra i due azionisti forti di Telecom che sono due francesi: Niel e Vincent Bollorè di Vivendi. Se ci fosse qualche intesa scatterebbe l’Opa obbligatoria».

Sembra però che non ci siano queste preoccupazioni?

«Sono figure molto diverse. Uno è un imprenditore delle tlc, Niel, l’altro un finanziere, Bollorè».

La disponibilità economica dei due è molto diversa…

«Vivendi è una società molto più grande, però Niel è del settore. Credo che per Telecom sia importante avere più di un interlocutore. I due francesi pare non siano d’accordo quindi uno dei due potrebbe farsi avanti per fare un accordo con Cdp per la realizzazione della rete. Insomma il momento è delicato».

Quindi quali dovrebbero essere le prossime mosse?

«Bisogna rivedere la composizione del consiglio di Telecom, ormai superato dalla situazione attuale»