WEB TAX, IL GIOCO DELLE TRE CARTE. Invito formalmente il governo a rimediare al grave errore commesso questa notte dando parere favorevole all'emendamento sulla web tax, presentato dal relatore alla Camera. La norma colpisce in modo pesantissimo le imprese italiane del web dimezzando l'onere a carico delle multinazionali digitali, ammesso che a queste venga in concreto applicata l'imposta

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Un errore a fin di bene


L’intervento di Massimo Mucchetti in risposta al fondo di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi del 12 agosto scorso. 

L’interessante articolo di fondo di Alesina e Giavazzi contiene una imprecisione: la legge sulla Concorrenza non conferma il tacito rinnovo delle polizze Rc auto (era già stato abolito dal governo Monti, contribuendo così alla riduzione dei premi), ma conferma il tacito rinnovo di tutte le altre polizze danni.

Questo privilegio delle assicurazioni era stato abolito dal Senato nella seconda lettura del ddl ed è stato poi reintrodotto nella terza lettura dalla Camera a opera, principalmente, del Pd. Chi scrive aveva presentato un emendamento per annullare la decisione dei deputati a favore delle compagnie. L’emendamento è stato respinto dalla maggioranza (meno Mdp e i socialisti) grazie al sostegno decisivo, con assenze e astensioni strategiche, di Forza Italia, Lega, Gal e Ala.

Lascio ai lettori valutare se non valesse la pena di approvare di nuovo in Senato la cancellazione del tacito rinnovo delle polizze danni magari assieme a una norma antitrust che impedisse all’Enel di acquisire gratis alla propria clientela l’85% dei clienti dell’Acquirente unico oggi serviti in regime di maggior tutela (ossia a prezzi in media inferiori del 15-20% di quelli degli altri operatori): certo, l’iter si sarebbe allungato di 15 giorni a settembre per la quinta e ultima lettura alla Camera, ma avremmo evitato due errori blu.