Non mi aggiungo al rito dell'applauso al discorso di Boccia. In taluni passaggi lo meriterebbe, ma se lo mettiamo in relazione al discorso successivo di Calenda, un vero manifesto di governo che ha scaldato i cuori in sala, il presidente della Confindustria è sembrato aver perso il treno del confronto a tutto campo con l'esecutivo Gentiloni. Preferisco dunque manifestare una delusione e dire di quattro sfide non ancora affrontate da Confindustria.

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Rassegna, oggi in primo piano


Politica interna

I processi di Berlusconi – Botta e risposta tra Silvio Berlusconi e il giudice Giovanna Ceppaluni, presidente del collegio giudicante nel processo per il quale Valter Lavitola è imputato a Napoli. Dopo una serie di domande, Berlusconi si è rivolto al giudice dicendo: “Non capisco la necessità di chiedermi queste cose”, frase alla quale il giudice ha ribattuto: “Non c’è necessità che lei lo capisca”. L’ex premier, evidentemente piccato dalla risposta, ha quindi detto al microfono: “La magistratura è incontrollata, incontrollabile e ha impunità piena”. Pronta la risposta ancora del giudice: “Ed è tutelata da un codice penale”. “Sono rispettoso delle istituzioni – ha detto Berlusconi – posso solo aggiungere…”. Qui Ceppaluni lo ha interrotto: “Lei e un teste e risponde solo alle domande”. Ma è un altro processo che fa paura a Silvio Berlusconi. Oggi infatti si apre presso la seconda corte d’appello del tribunale di Milano il processo in secondo grado per Silvio Berlusconi imputato per il caso Ruby. Poche udienze, 3 o 4, dicono i media. Poi la sentenza. Che se sarà di conferma della condanna in primo grado, con le stesse pene o in misura ridotta, farà scattare il ricorso in cassazione.

Giallo dl Pa e competitività- A una settimana dal Consiglio dei ministri di venerdì scorso, non sono ancora approdati alla Gazzetta ufficiale i testi del decreto legge di riforma della pubblica amministrazione e di quello sulla competitività delle imprese. Il Fatto quotidiano attacca il ministro Madia per questo “pastrocchio”, mentre i media riferiscono che il Quirinale avrebbe chiesto uno spacchettamento in due tronconi della, questa mattina in diretta da un canale radiofonico la Madia ha smentito seccamente.

Terremoto Sel – Sel sempre di più verso la scissione, mentre il fedelissimo di Vendola, Nicola Fratoianni attacca con durezza chi intende abbandonare la barca, quattro deputati, Titti Di Salvo, Ileana Piazzoni, Claudio Fava e Gennaro Migliore, hanno comunicato al presidente del partito Vendola la decisione irrevocabile di lasciare il partito. «Per ora siamo in 4 dimissionari”. Per ora perché “ci sono persone che stanno riflettendo» su cosa fare. Così Migliore ha risposto alle domande dei giornalisti sulla fuoriuscita di quattro deputati da Sel. Migliore ha aggiunto: “È una strada diversa, penso che ciascuno abbia la necessità di sperimentare la sua strada e noi lo faremo con coerenza e con portato della nostra storia”.

Politica estera

Rifugiati – “Per la prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale, il numero di rifugiati, richiedenti asilo e sfollati interni in tutto il mondo ha superato il livello di 50 milioni di persone”. E’ quanto mette in risalto il rapporto annuale dell’Unhcr, l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati, che si basa su dati raccolti da governi, organizzazioni non governative partner dell’Agenzia e dallo stesso Unhcr. Alla fine del 2013, infatti, si contavano 51,2 milioni di migranti forzati, ben sei milioni in più rispetto ai 45,2 milioni del 2012. “Questo massiccio incremento è principalmente dovuto alla guerra in Siria, che alla fine dello scorso anno aveva già costretto 2,5 milioni di persone a diventare rifugiati e altri 6,5 milioni sfollati interni – spiega il rapporto Unhcr – Anche in Africa si è assistito a nuovi casi gravi di esodo forzato, in particolare nella Repubblica Centrafricana e, verso la fine del 2013, anche in Sud Sudan”.

Siria – L’esplosione di un’autobomba nella provincia di Hama, nella parte occidentale della Siria, ha provocato la morte di 34 persone e il ferimento di oltre 50, scrive oggi l’agenzia di stampa statale siriana Sana. L’agenzia dice che l’attentato è stato compiuto da “terroristi”, la parola che il regime usa di solito per riferirsi ai ribelli in lotta contro le forze del presidente siriano Bashar al-Assad.

Economia e Finanza

Mediobanca – Il cda di Mediobanca si riunirà il prossimo 4 luglio in vista della scadenza dello stesso, prevista per ottobre. Sempre a metà luglio, secondo quanto riferisce Mf, potrebbe tenersi una riunione del patto di sindacato per esaminare eventuali modifiche dello stesso. “Se sarà possibile bene, altrimenti occorrerà attendere settembre”, ha affermato la fonte. Rampl vede una soluzione presto, spera entro la fine dell’estate, in modo da poter mettere a punto la lista per il nuovo cda. Alcune fonti riportate sempre Mf assicurano la riconferma del presidente Renato Pagliaro e dell’ad Alberto Nagel al timone di piazzetta Cuccia.

Eni – Eni ha firmato un nuovo production sharing contract con la compagnia cinese Cnooc per l’esplorazione di un blocco al largo dell’isola di Hainan, nel Mare Cinese Meridionale. Lo comunica una nota precisando che il blocco, denominato 50/34, si estende su una superficie di circa 2.000 chilometri quadrati nel bacino di Qiongdongnan in acque convenzionali. Il periodo di esplorazione, suddiviso in 3 fasi, durerà 6 anni e mezzo. Questo nuovo contratto, aggiunge la nota, conferma l’interesse di Eni a proseguire e consolidare la propria presenza in Cina, in particolare nel Mare Cinese Meridionale, dove la società collabora con le National Oil Companies cinesi dalla metà degli anni ’80, sia nell’esplorazione sia nella produzione.

Fiat – La Fiat – secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Ansa – non ricorrerà più a prestazioni lavorative, oltre il normale orario di lavoro, in tutti gli stabilimenti italiani. L’azienda ha inoltre deciso di non estendere a dodici i turni di lavoro alla Maserati di Grugliasco e di sospendere i 500 trasferimenti previsti da Mirafiori. La decisione della Fiat è stata presa dopo il blocco degli straordinari negli stabilimenti del gruppo proclamato da Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione Quadri a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto specifico di primo livello. Secondo indiscrezioni, la decisione è stata assunta dall’azienda per evitare incertezze nell’organizzazione e nella gestione degli orari di lavoro. Per quanto riguarda la Maserati lunedì è stato proclamato dalla Fiom uno sciopero, mentre un’analoga protesta decisa dagli altri sindacati è stata revocata dopo l’accordo raggiunto con l’azienda per passare a 12 turni di lavoro.