WEB TAX, IL GIOCO DELLE TRE CARTE. Invito formalmente il governo a rimediare al grave errore commesso questa notte dando parere favorevole all'emendamento sulla web tax, presentato dal relatore alla Camera. La norma colpisce in modo pesantissimo le imprese italiane del web dimezzando l'onere a carico delle multinazionali digitali, ammesso che a queste venga in concreto applicata l'imposta

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Rassegna, oggi in primo piano


Politica interna

La tensione tra il Pd e il M5S – Botta, risposta, rottura, retromarcia. Il campionario è vario e completo e tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle si è passati in poche ore, dopo il mancato incontro tra le due forze politiche, dall’abisso a una possibile schiarita. “Stiamo scivolando lentamente verso una dittatura a norma di legge, il M5S non resterà a guardare e spera che i sinceri democratici che esistono negli altri partiti facciano altrettanto”, ha detto Beppe Grillo all’apice della crisi. Subito è arrivata la replica di Matteo Renzi: “Io sono un ebetino, dice Beppe, ma almeno voi avete capito quali sono gli 8 punti su cui #M5S è pronto a votare con noi? #pochechiacchiere”. “Non è uno scherzo, sono le regole! Chiediamo un documento scritto per sapere se nel M5S prevale chi vuole costruire o solo chi urla”. In serata il colpo di scena: dai 5 stelle arriva, sia pure con alcune condizioni sulla legge elettorale (ballottaggio con premio basso) e sulle riforme, il sì al decalogo sottopostogli dal presidente del Consiglio e dal Pd come punto di partenza per avviare una trattativa.

Lo scontro nel Csm – E’ durato circa un’ora ieri l’incontro fra il guardasigilli Andrea Orlando e il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri. Al centro della riunione, l’sms che Ferri ha inviato sabato scorso a diversi magistrati per sostenere la candidatura al nuovo Csm di due esponenti di Magistratura Indipendente, la corrente delle toghe di cui il sottosegretario, magistrato fuori ruolo, è stato segretario. Il ministro, fanno sapere fonti di via Arenula, ha “raccolto elementi” che ora saranno messi “eventualmente a disposizione di Renzi”. Sarà dunque il presidente del Consiglio a decidere sulla permanenza o meno di Ferri nel governo. Il premier, ieri, avrebbe definito “indifendibile” il comportamento del sottosegretario. Era stato lo stesso Ferri a chiedere ad Orlando di essere ricevuto per fornire i propri chiarimenti su quanto accaduto: in alcune interviste pubblicate stamattina sui quotidiani, Ferri aveva spiegato di non avere intenzione di dimettersi.

Politica estera

South Stream – Dopo la Bulgaria, il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, è oggi in visita di lavoro a Lubiana e anche qui i colloqui con le autorità locali verteranno sul futuro del South Stream, il progetto di gasdotto destinato a trasportare metano dalla Russia al Vecchio Continente, aggirando l’Ucraina, ma la cui costruzione si scontra con la legislazione europea e diverse volontà politiche a Bruxelles. Come ha reso noto il dicastero russo in una nota alla vigilia della missione, Mosca ha “un obiettivo comune con Lubiana, che è quello di trovare soluzioni che consentano ai partecipanti del South Stream di adempiere ai loro obblighi, previsti da accordi intergovernativi, senza violare le norme legali Ue e le direttive sul settore energetico”.

Crisi ucraina – “L’Ucraina è pronta a un cessate il fuoco bilaterale il prima possibile, se la Russia usa la sua influenza per convincere i separatisti a prendere lo stesso impegno e a un controllo dei confini, trasparente, sotto l’egida dell’Osce”. Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Pavel Klimkin incontrando i giornalisti italiani prima del suo colloquio con il ministro Federica Mogherini, a Kiev. “La nostra idea”, ha spiegato Klimkin, “non è attaccare Donetsk ma realizzare un cessate il fuoco bilaterale e sostenibile. Per il cessate il fuoco unilaterale Kiev ha pagato un prezzo alto con la vita dei nostri militari”. Il ministro degli Esteri ucraina ha chiesto alla Mogherini che oggi si recherà a Mosca di portare questo messaggio al collega russo Lavrov.

Economia e Finanza

Il vertice Ecofin – ”L’Italia non sta lavorando a un piano di rientro del debito pubblico, perche’ il debito italiano è uno dei piu’ sostenibili dell’Ue”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, lasciando la riunione dell’Eurogruppo ieri sera a Bruxelles. ”Dobbiamo intenderci su che cosa significa ‘piano di rientro”’, ha precisato poi Padoan rispondendo a un cronista, ricordando che la sostenibilita’ del debito dipende da tre variabili: il tasso di crescita, i tassi d’interesse e lo sforzo di bilancio. Quanto allo sforzo di bilancio italiano, ha sottolineato, ”abbiamo il suplus primario piu’ alto dell’Ue, con la Germania. I tassi d’interesse come sapete sono scesi, mentre il tasso di crescita nominale e’ ancora insoddisfacente”. ”In ogni caso – ha ribadito il ministro – anche con una crescita insoddisfacente la sostenibilità del nostro debito è assolutamente fuori discussione, questo per me significa ‘piano di rientro’. Le nostre finanze pubbliche – ha concluso – sono fra le più sostenibili, lo dice la Commissione europea nei suoi rapporti”.

Bilancia commerciale francese – Peggiora la situazione dei conti con l’estero della Francia. A maggio la bilancia commerciale ha registrato un deficit pari a 4,86 mld di euro, in aumento rispetto al rosso di 4,10 mld registrati nel mese precedente e leggermente al di sopra delle attese che erano per un passivo di 4,5 miliardi. Lo comunica l’Ufficio doganale francese. Le esportazioni sono salite a 36,063 mld da 35,955 mld, mentre le importazioni sono cresciute a 40,929 mld da 40,056 mld.