LA LOBBY ENEL ALLA CAMERA. Bene ha fatto il sottosegretario Gentile a invitare i deputati della maggioranza a ritirare gli emendamenti al ddl Concorrenza che diversamente, allungando ulteriormente i tempi, rischiano di vanificare ogni politica della concorrenza in questa legislatura. Il Senato non aveva riaperto la discussione su questo tormentato provvedimento e aveva votato la questione di fiducia posta dal governo, pur essendo diffusa la consapevolezza che in taluni punti, specialmente sul superamento del servizio di maggior tutela nel settore elettrico, il ddl era e resta bisognoso di non trascurabili miglioramenti.

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  • La Concorrenza e i colossi del web

    Il disegno di legge sulla concorrenza è stato approvato martedì dal Senato in via definitiva, epilogo di un iter durato circa due anni e mezzo. Il provvedimento ha scatenato molte polemiche. Il presidente della Commissione Industria, Massimo Mucchetti, non ha partecipato al voto in dissenso con il partito, il Pd, del quale era stato, come indipendente, capolista alle elezioni del 2013 in Lombardia. L’intervista a BresciaOggi.

  • Ddl Concorrenza, perché non voto

    Riproponiamo la dichiarazione in dissenso di Massimo Mucchetti, durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia al Ddl Concorrenza, tenutesi oggi in Aula a Palazzo Madama.

  • Tim/Open Fiber, meglio la pace

    Nel 2006 Telecom era padrona del mercato in Italia. A Londra la Ofcom studiava la separazione della rete. In Europa, gli incumbent delle tlc erano i monopoli cattivi, gli over the top, come Google e Apple, gli sfidanti buoni. Oggi in Italia Il potere di mercato di Telecom si è ridotto, il primo operatore mobile è Wind. In Europa nessuno ha varato la separazione proprietaria della rete. Oggi i veri monopoli terribili sono gli over the top, le telecom company hanno margini decrescenti e devono fare grandi investimenti. L’intervista di Massimo Mucchetti sul Fatto Quotidiano.

  • Appello alla Camera

    Ho ascoltato con vivo interesse la ricostruzione della lunga gestazione di questo ddl e dei risultati raggiunti fatta dei relatori, Luigi Marino e Salvatore Tomaselli, due autentici Cirenei. Pur nella distanza politica, spunti interessanti sono venuti anche dai senatori dell’opposizione in aula e in Commissione: dalla vicepresidente Pelino ai senatori Castaldi, Girotto e Consiglio. Ma veniamo alla politica. L’intervento in Aula a palazzo Madama di Massimo Mucchetti in discussione generale sul Ddl Concorrenza.

  • Le nomine e l’intruso

    Sulle nomine grava l’ombra dell’ex premier ora segretario dimissionario del Pd, che avrebbe visto in segreto membri del governo per esprime le sue preferenze. Cosi Massimo Mucchetti, in un’intervista a Repubblica, interviene sul recente giro di nomine che ha coinvolto le società partecipate dallo Stato. 

  • Banche, torna lo Stato azionista

    Il decreto-legge su MPS è unn provvedimento assai rilevante, che segna una svolta sia per le risorse stanziate sia per il significato che il ritorno dello Stato nazionalizzatore potrà avere nella storia dell’economia italiana. Così si legge nella relazione al decreto che Massimo Mucchetti ha illustrato alla commissione Industria di Palazzo Madama.

     

  • A concorrenza alternata

    La legge annuale per la Concorrenza, prevista nel 2009, verrà varata nelle prossime settimane. In sette anni la montagna ha partorito un topolino: le grandi questioni – dai porti alle distorsioni del web, dalle ferrovie alle telecomunicazioni, dalla distribuzione del gas alle concessioni autostradali.

  • Rete Telecom, il Ft e noi

    Massimo Mucchetti replica al Financial Times in merito alla vicenda di Telecom Italia.

  • Il governo scelga, Telecom o Enel

    L’Italia è uno strano Paese, che scopre i campioni nazionali quando vengono comprati dagli stranieri, salvo non riuscire a fare nessuna politica industriale che li coinvolga fintanto che sono italiani.

  • Ddl Concorrenza, colpire i monopoli

    Questo disegno di legge è poco ambiziosio, offre occasioni di investimento al capitale finanziario piuttosto che aggredire le ultime posizioni monopolistiche, dai porti alle autostrade, dalle concessioni idroelettriche alle reti infrastrutturali.