RENZI, CALENDA E IL COMPLESSO DI CRONO. Nella mitologia greca, il titano Crono evira il padre Urano e divora i propri figli. Gli avevano detto che uno di questi l'avrebbe spodestato. Ma la moglie Rea gli nasconde l'ultimo nato e, al suo posto, gli offre una pietra, che Crono ingoia senza accorgersene. Il bimbo è Zeus, cresce e sconfigge l'atroce padre. Di questi tempi, l'Italia si ritrova con un Matteo Renzi che, da capo del governo, aveva attribuito sempre più elevate responsabilità a Carlo Calenda e poi, da candidato alla segreteria del Pd, trasforma quest'uomo in un traditore della causa attraverso la diffusione di indiscrezioni sulla stampa e il costante contrasto delle iniziative del ministero dello Sviluppo economico,di cui Calenda e' titolare.

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  • Ma che succede alla Sogin?

    Vado al Massimo rende pubblica la lettera che sedici senatori hanno inviato ai ministri Padoan e Calenda relativamente alla situazione della Sogin, azienda interamente controllata dallo Stato, che si occupa della gestione e del trattamento delle scorie nucleari, chiamata in queste settimane a rinnovare i propri vertici gestionali.

  • Caro Lotti ti scrivo

    Caro Lotti, non voglio ora verificare se, in base al metro usato con Federica Guidi, esistano o meno tuoi conflitti di interesse. No, ora ti chiedo di fare con me due conti alla buona, proprio a partire dalla BCC di Cambiano per capire se e a chi convenga la scelta che palazzo Chigi ha inteso facilitare rispetto al ddl già negoziato. 

  • Tutti i nodi di Rep. e Stamp.

    C’era una volta la legge sull’editoria che si prefiggeva di evitare l’eccesso di concentrazione dei quotidiani. Avrebbe indebolito il pluralismo dell’informazione, fondamento della democrazia. Per quanto sembri ormai dimenticata, la legge 416 del 1981 è ancora in vigore e stabilisce che nessun raggruppamento di quotidiani possa avere oltre il 20% delle tirature nazionali.

  • Ddl Concorrenza, colpire i monopoli

    Questo disegno di legge è poco ambiziosio, offre occasioni di investimento al capitale finanziario piuttosto che aggredire le ultime posizioni monopolistiche, dai porti alle autostrade, dalle concessioni idroelettriche alle reti infrastrutturali. 

  • Ilva, i piani e le speranze

    Il decreto-legge che andremo ad approvare non è la soluzione dei problemi dell’Ilva e della siderurgia italiana, tuttavia consente a questo, che non è il più grande gruppo industriale italiano, come è stato detto, ma il più grande gruppo siderurgico italiano, di comprare il tempo necessario per affrontare e una buona volta risolvere la questione.

  • Ilva, l’ora del coraggio

    Dopo tre anni di illusioni e delusioni, per l’Ilva scocca l’ora del coraggio. Il coraggio di trasformare la grande malata della siderurgia europea nella prima acciaieria low carbon del vecchio continente, spalla a spalla con la tedesca Saltzgitter. L’intervento di Massimo Mucchetti dalle colonne del Sole 24 Ore.

  • Riforme, nessuna resa

    Nessuna resa, volevamo l’elezione diretta del Senato e nella sostanza l’abbiamo ottenuta. La politica è anche l’arte del possibile. Ma rimangono problemi da risolvere.

  • Fca-Gm, Italia a rischio Opel

    La fusione Gm-Fca regge se fatta carta contro carta a prezzi correnti, senza premi. Il taglio dei costi. Gli investimenti Opel possono rendere inutili quelli su Fiat. Renzi chieda chiarimenti a Marchionne.

  • Fca, Marchionne e il fattore T

    L’altro ieri Sergio Marchionne ha rilanciato l’idea di fondere FCA e GM rispondendo alle domande di Francesco Guerrera per la “Stampa”. Il chief executive officer di FCA giustifica il rifiuto opposto dalla casa di Detroit.

  • Ilva, la prova del fuoco

    Il banco di prova del Governo sulla questione meridionale potrà funzionare nel tempo se superiamo, adesso, la prova del fuoco costituita dall’Ilva. Il commissariamento dell’Ilva deve portare al salvataggio del centro siderurgico di Taranto.