LA LOBBY ENEL ALLA CAMERA. Bene ha fatto il sottosegretario Gentile a invitare i deputati della maggioranza a ritirare gli emendamenti al ddl Concorrenza che diversamente, allungando ulteriormente i tempi, rischiano di vanificare ogni politica della concorrenza in questa legislatura. Il Senato non aveva riaperto la discussione su questo tormentato provvedimento e aveva votato la questione di fiducia posta dal governo, pur essendo diffusa la consapevolezza che in taluni punti, specialmente sul superamento del servizio di maggior tutela nel settore elettrico, il ddl era e resta bisognoso di non trascurabili miglioramenti.

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All posts tagged "Governo"

  • E se domani si dimettesse?

    Non mi stupirei se domani Renzi si presentasse dimissionario. Matteo, direbbe l’Antonio shakespeariano, è uomo d’onore. E così pure Maria Elena. Tutte persone d’onore…Avevano promesso che si sarebbero ritirate dalla politica se avessero perso il referendum. Massimo Mucchetti intervistato da Angela Mauro su Huffington Post.

  • Mps, il fiasco di Renzi

    Renzi ha subito il bail in e non ha sostenuto presso la Commissione Ue come avrebbe dovuto il salvataggio in regime di continuità aziendale di Etruria, Carichieti, Cariferrara e Banca Marche a opera del Fondo di tutela dei depositi come giustamente suggerivano la Banca d’Italia e l’Abi. Così Massimo Mucchetti in un’intervista al Fatto Quotidiano.

  • Mps, Padoan sta sbagliando

    Credo che Padoan sbagli. I trattati e la stessa procura del bail consentono di negoziare eccezioni. Certo, un governo deve decidere che cosa vuole a Bruxelles, quali sono le sue priorità. L’intervento pubblico temporaneo in MPS, nel caso l’operazione di mercato non vada a buon fine, resta un’opzione da tenersi aperta invece di vietarsela da soli, ripetendo gli errori dell’autunno 2015 sulla risoluzione delle quattro piccole banche. Così Massimo Mucchetti in un intervento su l’Unità di oggi.

  • Aventino contro la RaiPravda

    Che Bianca Berlinguer debba lasciare il Tg3 dopo sette anni e fare dell’altro, ci sta. Non ci sta che il suo successore si sia segnalato soprattutto per l’esibito conformismo renziano. E sia stato nominato senza un piano editoriale e in gran fretta, forse perché il referendum costituzionale è alle porte e palazzo Chigi vuole propaganda a Tg unificati.

  • Minenna, Consob e il governo

    Martedì 26 luglio il viceministro Luigi Casero ha risposto all’interrogazione del senatore Massimo Mucchetti sul caso Minenna, assessore del Comune di Roma e dirigente della Consob. Di seguito la replica di Mucchetti, l’interrogazione e la risposta di Casero.

  • Ma che succede alla Sogin?

    Vado al Massimo rende pubblica la lettera che sedici senatori hanno inviato ai ministri Padoan e Calenda relativamente alla situazione della Sogin, azienda interamente controllata dallo Stato, che si occupa della gestione e del trattamento delle scorie nucleari, chiamata in queste settimane a rinnovare i propri vertici gestionali.

  • Caro Lotti ti scrivo

    Caro Lotti, non voglio ora verificare se, in base al metro usato con Federica Guidi, esistano o meno tuoi conflitti di interesse. No, ora ti chiedo di fare con me due conti alla buona, proprio a partire dalla BCC di Cambiano per capire se e a chi convenga la scelta che palazzo Chigi ha inteso facilitare rispetto al ddl già negoziato. 

  • Tutti i nodi di Rep. e Stamp.

    C’era una volta la legge sull’editoria che si prefiggeva di evitare l’eccesso di concentrazione dei quotidiani. Avrebbe indebolito il pluralismo dell’informazione, fondamento della democrazia. Per quanto sembri ormai dimenticata, la legge 416 del 1981 è ancora in vigore e stabilisce che nessun raggruppamento di quotidiani possa avere oltre il 20% delle tirature nazionali.

  • Ddl Concorrenza, colpire i monopoli

    Questo disegno di legge è poco ambiziosio, offre occasioni di investimento al capitale finanziario piuttosto che aggredire le ultime posizioni monopolistiche, dai porti alle autostrade, dalle concessioni idroelettriche alle reti infrastrutturali. 

  • Ilva, i piani e le speranze

    Il decreto-legge che andremo ad approvare non è la soluzione dei problemi dell’Ilva e della siderurgia italiana, tuttavia consente a questo, che non è il più grande gruppo industriale italiano, come è stato detto, ma il più grande gruppo siderurgico italiano, di comprare il tempo necessario per affrontare e una buona volta risolvere la questione.