LA LOBBY ENEL ALLA CAMERA. Bene ha fatto il sottosegretario Gentile a invitare i deputati della maggioranza a ritirare gli emendamenti al ddl Concorrenza che diversamente, allungando ulteriormente i tempi, rischiano di vanificare ogni politica della concorrenza in questa legislatura. Il Senato non aveva riaperto la discussione su questo tormentato provvedimento e aveva votato la questione di fiducia posta dal governo, pur essendo diffusa la consapevolezza che in taluni punti, specialmente sul superamento del servizio di maggior tutela nel settore elettrico, il ddl era e resta bisognoso di non trascurabili miglioramenti.

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  • Tim/Open Fiber, meglio la pace

    Nel 2006 Telecom era padrona del mercato in Italia. A Londra la Ofcom studiava la separazione della rete. In Europa, gli incumbent delle tlc erano i monopoli cattivi, gli over the top, come Google e Apple, gli sfidanti buoni. Oggi in Italia Il potere di mercato di Telecom si è ridotto, il primo operatore mobile è Wind. In Europa nessuno ha varato la separazione proprietaria della rete. Oggi i veri monopoli terribili sono gli over the top, le telecom company hanno margini decrescenti e devono fare grandi investimenti. L’intervista di Massimo Mucchetti sul Fatto Quotidiano.

  • Concorrenza, il canto del cigno

    Pubblichiamo il resoconto della seduta di oggi della Commissione Industria del Senato relativo all’intervento di Massimo Mucchetti sul Ddl Concorrenza.

  • Banche venete, otto domande

    Siamo chiamati a rendere alla Commissione di merito il parere della Commissione Industria, Commercio e Turismo sul salvataggio della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, che si articola nella cessione di un vasto compendio aziendale a Intesa Sanpaolo e nella liquidazione coatta amministrativa di quanto resta delle due banche venete. Così Massimo Mucchetti nel parere parlamentare sul Dl banche venete.

  • Il gran regalo a Intesa Sanpaolo

    Settimana clou per il salvataggio di Veneto Banca e Popolare di Vicenza con l’avvio dell’esame del decreto in commissione Finanze alla Camera. Timing serrato per il provvedimento: tra martedì sera e mercoledì mattina si procederà con le dichiarazioni di ammissibilità delle proposte di modifica presentate e mercoledì stesso inizieranno le votazioni sugli emendamenti. L’obiettivo è quello di chiudere i lavori della commissione entro giovedì: il decreto è atteso in aula il 10 luglio. Percorso spigoloso in Parlamento per un decreto che ha ricevuto molte critiche. Il senatore del Pd, Massimo Mucchetti, contattato da Huffpost, parla di “una discutibile soluzione” che “non ha più alternative”.

  • Banche, la sfida all’Ue

    Intesa Sanpaolo offre un euro per le due aziende bancarie, alleggerite dai crediti deteriorati e a patto di conservare i propri requisiti patrimoniali e confermare i dividendi. Per realizzare queste condizioni, a Intesa servono – mal contati – 3 miliardi per ristrutturare le venete e 3 per evitare impatti sul patrimonio. Inoltre, Intesa non dovrebbe rimborsare i 7 miliardi di obbligazioni con garanzia statale, emesse dalle due venete per contrastare il crollo della raccolta. L’intervista di Massimo Mucchetti su Repubblica.

  • Banche, siamo seri

    Una Commissione di inchiesta, che chiude entro la fine della legislatura, non può che focalizzare l’oggetto della propria indagine, altrimenti non approderà a nulla di serio. D’altra parte, una tale Commissione non può avere lo scopo di ridiscutere le scelte del legislatore ma quello di fare luce sull’azione di governo, Banca d’Italia, Bce e Consob sui casi più controversi. L’intervista di Massimo Mucchetti al Corriere della Sera.

  • Il ritorno dello Stato azionista

    Un convegno come questo, dedicato allo Stato azionista, vent’anni fa sarebbe stato bollato dalla cultura riformista, alla quale anch’io mi sono ispirato e mi ispiro, come un imperdonabile cedimento alla nostalgia delle Partecipazioni statali e dei loro boiardi. Oggi, una simile censura preventiva suonerebbe come un pregiudizio.

  • Le industrie sbagliate

    Ormai da diversi anni, quando deve redigere la legge di bilancio e i documenti di finanza pubblica, al ministro dell’Economia in carica tocca rispondere a un quesito quasi automatico: «Quanti soldi incasseremo dalle privatizzazioni?». Il rebus viene risolto in genere sovrastimando le entrate che, nei mesi successivi, arriveranno effettivamente dai pacchetti azionari delle aziende pubbliche messe davvero in vendita. Riproponiamo, su autorizzazione dell’autore, l’articolo di Luca Piana, uscito sull’ultimo numero dell’Espresso.

  • L’autogol di Maria Elena

    Caro direttore, con l’intervista al “Foglio”, Matteo Renzi ha sprecato un’occasione. All’ex premier sarebbe bastata metà dello spazio per sostenere Maria Elena Boschi, se avesse avuto buoni argomenti. Con l’altra metà, avrebbe potuto spiegare come mai Banca Etruria sia fallita in quel modo, quali siano stati gli errori nostri e dell’Europa, chi e come non abbia capito per tempo i disastri del bail in. Renzi, invece, l’ha girata sul personale: de Bortoli ce l’ha con lui, fa marketing per il suo libro, e tanto dovrebbe spiegare tutto. Piccole, usurate astuzie da politico d’antan. Che aggravano la situazione. L’intervento di Massimo Mucchetti sul Foglio.

  • Stato azionista e nomine

    La risoluzione che la Commissione Industria propone oggi all’assemblea del Senato riguarda le modalità con le quali lo Stato esercita il suo ruolo di azionista nelle grandi imprese delle quali detiene il controllo di diritto o di fatto. Questa risoluzione, votata all’unanimità dalla Commissione con il parere favorevole del governo, ha concluso un affare assegnato nel corso del quale sono stati analizzati i risultati di Eni, Enel, Leonardo, Terna e Poste Italiane, i cui vertici erano in scadenza. Abbiamo anche studiato Fincantieri, impegnata nell’acquisizione degli Chantiers de l’Atlantique. L’intervento in aula al Senato di Massimo Mucchetti sulla risoluzione della Commissione Industria sulle partecipate.