LA LOBBY ENEL ALLA CAMERA. Bene ha fatto il sottosegretario Gentile a invitare i deputati della maggioranza a ritirare gli emendamenti al ddl Concorrenza che diversamente, allungando ulteriormente i tempi, rischiano di vanificare ogni politica della concorrenza in questa legislatura. Il Senato non aveva riaperto la discussione su questo tormentato provvedimento e aveva votato la questione di fiducia posta dal governo, pur essendo diffusa la consapevolezza che in taluni punti, specialmente sul superamento del servizio di maggior tutela nel settore elettrico, il ddl era e resta bisognoso di non trascurabili miglioramenti.

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  • Il ritorno dello Stato azionista

    Un convegno come questo, dedicato allo Stato azionista, vent’anni fa sarebbe stato bollato dalla cultura riformista, alla quale anch’io mi sono ispirato e mi ispiro, come un imperdonabile cedimento alla nostalgia delle Partecipazioni statali e dei loro boiardi. Oggi, una simile censura preventiva suonerebbe come un pregiudizio.

  • Le industrie sbagliate

    Ormai da diversi anni, quando deve redigere la legge di bilancio e i documenti di finanza pubblica, al ministro dell’Economia in carica tocca rispondere a un quesito quasi automatico: «Quanti soldi incasseremo dalle privatizzazioni?». Il rebus viene risolto in genere sovrastimando le entrate che, nei mesi successivi, arriveranno effettivamente dai pacchetti azionari delle aziende pubbliche messe davvero in vendita. Riproponiamo, su autorizzazione dell’autore, l’articolo di Luca Piana, uscito sull’ultimo numero dell’Espresso.

  • Ilva, produrre per occupare

    La tutela dell’occupazione all’Ilva passa per una proposta industriale che sia in grado di farla produrre a pieno regime con un impatto ambientale sostenibile. E’ l’indicazione, raccolta dall’Adnkronos, che arriva dal presidente della commissione industria del Senato Massimo Mucchetti, dopo la comunicazione da parte dell’azienda della decisione di mettere in cassa integrazione straordinaria quasi 5000 dipendenti.

  • Vivendi-Mediaset e lo Stato

    La lettera aperta di Massimo Mucchetti al Ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, sul ruolo dello Stato nell’affare Vivendi-Mediaset.

  • Ma che succede alla Sogin?

    Vado al Massimo rende pubblica la lettera che sedici senatori hanno inviato ai ministri Padoan e Calenda relativamente alla situazione della Sogin, azienda interamente controllata dallo Stato, che si occupa della gestione e del trattamento delle scorie nucleari, chiamata in queste settimane a rinnovare i propri vertici gestionali.

  • Deutschland AG e la truffa Vw

    E’ un pò presto per decretare il crollo del modello tedesco. Però, se domani avessi mal di testa continuerei ad acquistare un’aspirina della Bayer. Non bisogna, quindi, essere catastrofisti.

  • Fca-Gm, Italia a rischio Opel

    La fusione Gm-Fca regge se fatta carta contro carta a prezzi correnti, senza premi. Il taglio dei costi. Gli investimenti Opel possono rendere inutili quelli su Fiat. Renzi chieda chiarimenti a Marchionne.

  • Industria, se passa lo straniero

    Il sistema finanziario italiano, da sempre asfittico, si è fatto ancora più debole e non regge più le grandi imprese alla prova della competizione globale in un mercato dei capitali senza confini.

  • L’intreccio tra banca e impresa

    Pubblichiamo l’intervento di Massimo Mucchetti alla presentazione romana del libro “I Folonari, un’antica storia di vini e banche”, di Emanuela Zanotti. Tra gli ospiti, il presidente di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, il presidente dell’Abi, Antonio...

  • L’Ilva? Diamola a Guerra

    Massimo Mucchetti interviene sull’Huffington Post sulla vicenda Ilva. Secondo il presidente della commissione Industria di palazzo Madama, Matteo Renzi ha ottenuto la disponibilità di un grande manager, Andrea Guerra, a fare gratis da consigliere a...