RENZI, CALENDA E IL COMPLESSO DI CRONO. Nella mitologia greca, il titano Crono evira il padre Urano e divora i propri figli. Gli avevano detto che uno di questi l'avrebbe spodestato. Ma la moglie Rea gli nasconde l'ultimo nato e, al suo posto, gli offre una pietra, che Crono ingoia senza accorgersene. Il bimbo è Zeus, cresce e sconfigge l'atroce padre. Di questi tempi, l'Italia si ritrova con un Matteo Renzi che, da capo del governo, aveva attribuito sempre più elevate responsabilità a Carlo Calenda e poi, da candidato alla segreteria del Pd, trasforma quest'uomo in un traditore della causa attraverso la diffusione di indiscrezioni sulla stampa e il costante contrasto delle iniziative del ministero dello Sviluppo economico,di cui Calenda e' titolare.

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  • Mps, interrogato Padoan tace

    Il ministro dell’Economia, nell’intervista al “Foglio” e nella lettera al “Corriere”, ha dato risposte stupefacenti alle questioni che Ferruccio de Bortoli e io avevamo posto sul caso MPS. Questioni di metodo e di merito che, ove non risolte, innescherebbe reazioni a catena pericolose per l’intero sistema bancario italiano, e dunque per il Paese. Così  Massimo Mucchetti  in una lettera al Foglio.

  • Mps, de Bortoli e Mucchetti

    Ferruccio de Bortoli e Massimo Mucchetti intervengono oggi, rispettivamente sul Corriere della Sera e sul Fatto Quotidiano, in merito alle vicende che riguardano il Monte dei Paschi di Siena.

  • Aventino contro la RaiPravda

    Che Bianca Berlinguer debba lasciare il Tg3 dopo sette anni e fare dell’altro, ci sta. Non ci sta che il suo successore si sia segnalato soprattutto per l’esibito conformismo renziano. E sia stato nominato senza un piano editoriale e in gran fretta, forse perché il referendum costituzionale è alle porte e palazzo Chigi vuole propaganda a Tg unificati.

  • Etruria & Mps, bombe inesplose

    La Corte dei conti dà l’allarme sul ruolo assunto dalla Cassa depositi e prestiti nel settore bancario. Matteo Renzi non se ne cura e preannuncia il rilancio del Monte dei Paschi per mano del mercato. Sarebbe meglio se, pur difendendo la Cdp, il premier desse conto al Paese di quanto bolle nella pentola che la magistratura contabile vorrebbe scoperchiare.

  • La sfida di Atlante

    Il pasticciaccio brutto della Popolare di Vicenza rappresenta solo un caso di gestione cattiva e clientelare nella provincia dove Pietro Germi ambientò il suo “Signori e signore”? Un caso infine minore, da risolvere con qualche azione di responsabilità a carico dei vecchi boss e un break up o una fusione? Temo di no.

  • Cairo, Renzi e Mediobanca

    A tre giorni dalla vittoria di Urbano Cairo sul fronte di Rcs vale la pena di aggiungere qualcosa al molto che è stato detto. Il mercato ha preferito l’editore, che ha sempre pagato dividendi e ora si gioca tutto sulla ruota del “Corriere”, a una Mediobanca, che ha avuto la responsabilità di subire gestioni in perdita per 1,3 miliardi negli ultimi 10 anni.

  • Caro Lotti ti scrivo

    Caro Lotti, non voglio ora verificare se, in base al metro usato con Federica Guidi, esistano o meno tuoi conflitti di interesse. No, ora ti chiedo di fare con me due conti alla buona, proprio a partire dalla BCC di Cambiano per capire se e a chi convenga la scelta che palazzo Chigi ha inteso facilitare rispetto al ddl già negoziato. 

  • Il governo scelga, Telecom o Enel

    L’Italia è uno strano Paese, che scopre i campioni nazionali quando vengono comprati dagli stranieri, salvo non riuscire a fare nessuna politica industriale che li coinvolga fintanto che sono italiani.

  • La merchant bank di palazzo Chigi

    La riforma delle Bcc è diventata necessaria e utile nel momento in cui queste non sono riuscite a costituire il fondo di garanzia comune prima della Vigilanza unica europea e del bail in.

  • Tutti i nodi di Rep. e Stamp.

    C’era una volta la legge sull’editoria che si prefiggeva di evitare l’eccesso di concentrazione dei quotidiani. Avrebbe indebolito il pluralismo dell’informazione, fondamento della democrazia. Per quanto sembri ormai dimenticata, la legge 416 del 1981 è ancora in vigore e stabilisce che nessun raggruppamento di quotidiani possa avere oltre il 20% delle tirature nazionali.