LA LOBBY ENEL ALLA CAMERA. Bene ha fatto il sottosegretario Gentile a invitare i deputati della maggioranza a ritirare gli emendamenti al ddl Concorrenza che diversamente, allungando ulteriormente i tempi, rischiano di vanificare ogni politica della concorrenza in questa legislatura. Il Senato non aveva riaperto la discussione su questo tormentato provvedimento e aveva votato la questione di fiducia posta dal governo, pur essendo diffusa la consapevolezza che in taluni punti, specialmente sul superamento del servizio di maggior tutela nel settore elettrico, il ddl era e resta bisognoso di non trascurabili miglioramenti.

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  • Caro Lotti ti scrivo

    Caro Lotti, non voglio ora verificare se, in base al metro usato con Federica Guidi, esistano o meno tuoi conflitti di interesse. No, ora ti chiedo di fare con me due conti alla buona, proprio a partire dalla BCC di Cambiano per capire se e a chi convenga la scelta che palazzo Chigi ha inteso facilitare rispetto al ddl già negoziato. 

  • Il governo scelga, Telecom o Enel

    L’Italia è uno strano Paese, che scopre i campioni nazionali quando vengono comprati dagli stranieri, salvo non riuscire a fare nessuna politica industriale che li coinvolga fintanto che sono italiani.

  • La merchant bank di palazzo Chigi

    La riforma delle Bcc è diventata necessaria e utile nel momento in cui queste non sono riuscite a costituire il fondo di garanzia comune prima della Vigilanza unica europea e del bail in.

  • Tutti i nodi di Rep. e Stamp.

    C’era una volta la legge sull’editoria che si prefiggeva di evitare l’eccesso di concentrazione dei quotidiani. Avrebbe indebolito il pluralismo dell’informazione, fondamento della democrazia. Per quanto sembri ormai dimenticata, la legge 416 del 1981 è ancora in vigore e stabilisce che nessun raggruppamento di quotidiani possa avere oltre il 20% delle tirature nazionali.

  • Riforma Bcc, appunti e critiche

    Habemus decretum! Bene. L’autoriforma del credito cooperativo viene consolidata nel decreto sulle banche. Se ne avvertiva l’urgenza per affrontare, con le risorse del settore e senza oneri per lo Stato. 

  • Ilva, i piani e le speranze

    Il decreto-legge che andremo ad approvare non è la soluzione dei problemi dell’Ilva e della siderurgia italiana, tuttavia consente a questo, che non è il più grande gruppo industriale italiano, come è stato detto, ma il più grande gruppo siderurgico italiano, di comprare il tempo necessario per affrontare e una buona volta risolvere la questione.

  • Milano, meglio un sindaco politico

    Sosteniamo Francesca perché crediamo sia l’unica, fra le personalità in campo, in grado di parlare a tutte le culture e le esperienze che compongono l’area del centrosinistra milanese. L’opinione di Francesco Giavazzi e Massimo Mucchetti. 

  • Ilva, l’ora del coraggio

    Dopo tre anni di illusioni e delusioni, per l’Ilva scocca l’ora del coraggio. Il coraggio di trasformare la grande malata della siderurgia europea nella prima acciaieria low carbon del vecchio continente, spalla a spalla con la tedesca Saltzgitter. L’intervento di Massimo Mucchetti dalle colonne del Sole 24 Ore.

  • Banche, dove sono gli scheletri

    Banche, dove sono gli scheletri? Su l’Unità di ieri e oggi il botta e risposta tra Ernesto Auci, ex direttore del Sole 24 Ore e già capo delle relazioni istituzionali di Fiat, e Massimo Mucchetti, senatore del Pd, sul caso delle quattro banche fallite.

  • Banche, Etruria e inchieste

    Le eventuali colpe dei padri non possono ricadere sui figli, e viceversa. Tuttavia la posizione del ministro sarebbe rafforzata se Pierluigi Boschi anticipasse qualche precisa risposta alle questioni che toccherà la commissione parlamentare d’ inchiesta sul salvataggio delle 4 banche.