LA LOBBY ENEL ALLA CAMERA. Bene ha fatto il sottosegretario Gentile a invitare i deputati della maggioranza a ritirare gli emendamenti al ddl Concorrenza che diversamente, allungando ulteriormente i tempi, rischiano di vanificare ogni politica della concorrenza in questa legislatura. Il Senato non aveva riaperto la discussione su questo tormentato provvedimento e aveva votato la questione di fiducia posta dal governo, pur essendo diffusa la consapevolezza che in taluni punti, specialmente sul superamento del servizio di maggior tutela nel settore elettrico, il ddl era e resta bisognoso di non trascurabili miglioramenti.

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  • NON CAPISCO I COLLEGHI DELL’AGENZIA RADIOCOR, dico colleghi perché ero e resto un giornalista, ancorché in prestito al Senato. Chiedono al presidente della Corte dei conti di commentare le osservazioni della Commissione Industria sulla performance dell’Eni nei 9 anni della gestione Scaroni. 

    Il dottor Raffaele Squitieri risponde che i bilanci sono regolari e che l’Eni ha ottenuto risultati importanti. Acqua fresca d’ordinanza: nessuno aveva detto che i bilanci fossero falsi e irrilevanti. Solo che i concorrenti vanno meglio. Perché non incalzare Squitieri sulla “ciccia”?

  • OBAMA, OBAMA MA restano tre punti. 1) Noi: meno spese militari (1,2% del Pil), gli Usa (4,4%): la difesa non è gratis. 2) Mercato unico transatlantico? Se il dollaro non rivaluta e senza una banda di oscillazione con l’euro, sarebbe autogol. 3) Gas liquefatto dagli Usa? Ok, ma quando, quanto e come? Pochi sono i liquefatori di là, ancor meno i rigassificatori di qua, Eni punta sul South Stream “sovietico”, la Puglia si oppone al TAP, gasdotto “non russo” dal Caspio. Il governo tace, Putin ringrazia.